Fini e il concerto di Natale al Senato

17 Dicembre 2010

Uno spot in TV annuncia il Concerto di Natale 2010 al Senato alla presenza del Presidente Napolitano (inquadrato in prima fila forse in una precedente edizione) e, cita lo speaker, delle più alte cariche dello stato. Ma qui, nelle immagini, si vede solo il presidente del Senato Schifani.

E’ vero che Schifani è il padrone di casa, ma per dare il giusto peso, fra le più alte cariche avrebbero dovuto inserire sia il Presidente del Consiglio sia quello della Camera.

Caso? Scelta? Per evitare la facile dietrologia sull’”oscuramento” dei due contendenti se la sarebbero cavata con una carrellata sulla prima fila.

Il premier, le ragazze, i gay.

2 Novembre 2010

Non avevo dubbi che la battuta di Berluscconi “Meglio le belle ragazze che i gay” avrebbe scatenato un putiferio. L’uscita estemporanea alla conferenza stampa dopo l’inaugurazione del Salone del Ciclo e del Motociclo ( e non dell Moto come ha riportato qualche giornalista altrettanto euforico) non poteva che gettare benzina sul fuoco della polemica.

Fra le cariche istituzionali Berlusconi sta surclassando di gran lunga Francesco Cossiga che addirittura era stato soprannominato Picconatore per le bordate che lanciava a destra e a manca.

Ora però il Premier sta sferrando un affondo come mai aveva fatto prima.

Come è mio costume osservo questi eventi da cittadino che si occupa di comunicazione e mi interessa in particolare capire se dietro a tutte queste continue ”battute” c’è una strategia. E in più questa ostentazione di machismo pagherà?

Personalmente credo di no anche se le vicende boccaccesche hanno un seguito impressionante tanto che tutta una serie di discutibili pellicole sono entrate nella storia del cinema italiano. Se vi è capitato di fare lo scalone che porta in cima alla Mole Antonelliana, che ospita il torinese Museo del Cinema, avete certamente notato che l’ultimo dei capolavori presentati  è “Quel gran pezzo dell’Ubalda …”. Ma nonostante questo credo che questo tipo di battute se le possa permettere Checco Zalone (vedi Cado dalle nubi) che ci ha unito una dose di ironia non comune.

Non credo neanche che i più “celoduristi della Lega” abbiano apprezzato la boutade, dopo aver puntato più sull’efficienza amministrativa che sulla rissa da bar.

E al di la delle prese di posizione dell’Arcigay (scontata) e di Vendola (tosta), quel che è curioso, e tipico del nostro paese è che se avete cliccato sulla notizia di Google a proposito della sortita del premier (http://www.corriereinformazione.it/201011024854/politica/politica/berlusconi-meglio-le-belle-ragazze-che-essere-gay.html) avrete certamente trovato due annunci sulla testata, prima dell’articolo:

  • Ragazze Belle

    I Siti più Cliccati in Rete, Novità E Proposte Ragazze Belle!

    Excite.It/Incontri-Ragazze

  • Vedi ragazze islamiche

    Ragazze islamiche cercano appuntamenti e matrimonio!

  • Poichè ho cliccato due volte sulla notizia l’offerta di link a siti di “ragazze” è cambiata. Per la solita discriminazione nessun link a siti gay. (pessima battuta).

    La foresta di Sherwood è in vendita.

    25 Ottobre 2010

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    La notizia doveva rimanere segreta ma anche il governo Cameron ha le sue talpe. A quanto pare sembra che già siano sorti comitati di protesta che vogliono mantenere inalterato il patrimonio boschivo del Nottinghamshire caro a Robin Hood e a tutti i suoi fan. Sembra che ci siano già progetti immobiliari e per la costruzione di un campo di golf. Magari potrebbero farci anche un parco a tema per tranquillizzare i fan.

    Chissà che ne pensano Costner e Crowe, i due ultimi Robin Hood?

    Negazionismo: le opinioni non fanno la storia. E neanche la politica.

    22 Ottobre 2010

    La nuova “tempesta” parte dall’Università di Teramo dove, a un master su Enrico Mattei in vicino e medio oriente, si tiene una lezione su

     “Il tema-tabù del mondo accademico, la questione della ‘Shoah’, della difesa del suo dogma da parte della Inquisizione del III millennio, e del suo uso politico nel complesso contesto della ‘guerra infinità del Vicino Oriente”

    Il titolo è tutto un programma. Il negazionismo rilancia e poichè si parla della Shoà, e ricomincia la bagarre.

    Eppure il caso è decisamente semplice, a mio parere: se ci sono documenti che provano l’Olocausto degli Ebrei, per contrastare questa verità occorrono altri documenti, di pari o superiore valore, che affermino il contrario. Altrimenti le parole dei vari negazionisti rimangono unicamente opinioni che, in paesi democratici possono essere liberamente espresse, così come chi le sostiene può essere liberamente sbeffeggiato.

    Certamente non è pensabile che si prospetti una legislazione destinata a decidere quale è la verità. Ho appena letto della proposta della presidente della Regione lazio (governatrice non mi è mai piaciuto) che ha inviato una lettera a Schifani e Fini a sostegno della legge contro il negazionismo.

    Non sono d’accordo. Perchè vorrei chiedere al professor Moffa, ordinario di Scienze Politiche all’Università di Teramo, che con le sue considerazioni sul “cosiddetto olocausto” e sulle “falsità di Auschwitz” ha riacceso il caso, di mostrare i documenti che possono confutare quanto è stato documentato fino ad oggi. Sono stato a Mauthausen e a Dachau, e a Gerusalemme allo Yad Vashem, e devo dire che il campo austriaco mi ha creato l’emozione più forte. Ma è stato lo Zidovske Muzeum, a Praga, nel quale sono esposti i documenti che servivano a verificare la purezza della razza per gli individui soggetti al Reich, che ho potuto vedere i reperti più interessanti aa capire la profondità del disegno nazista.

    Nonostante tutto questo, sono convinto che non sia possibile condannare un reato di opinione. E che la verità storica non possa essere decisa per legge. Una legge francese punisce con il carcere la negazione del genocidio armeno. Mi risulta che una analoga legge svizzera punisca la negazione del genocidio curdo, mentre una legge turca punisce chi lo sostiene. Non è un’assurdità?

    L’acqua di casa (mia)

    8 Ottobre 2010

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    Polemica Coop-Fonti di Vinadio (acqua s.Anna) por la nuova campagna dei supermercati (protagonista sempre la Littizzetto) sull’acqua del rubinetto.

    Qualche anno fa per Atena, la multiutility di Vercelli, creammo una campagna Acqua di casa per celebrare il primo posto nell’acqua potabile di città ottenutonella classifica di Legambiente. Qualcuno suggerì di imbottigliare l’acqua e venderla.Noi ci rammaricammo poichè la nostra acqua del rubinetto aveva (e ha tutt’ora) caratteristiche veramente eccellenti e superiori se paragonata con le migliori acque in bottiglia, tanto che ci permettemmo di osare con il payoff: un vero peccato non poterla chiamare oligominerale.

    A questo proposito ri cito (lo faccio spesso) Nicholas Negroponte che in Being Digital rimarcava l’asssurdità di consumare acqua minerale Evian (francese) in moltissimi board statunitensi.

    Ma tornando alla Coop, quel che mi ha incuriosito di più è che accanto alle dichiarazioni a sostegno dell’impegno sociale di cui la campagna è presentata come esempio, le Coop introdurranno nuovi prodotti quali le caraffe, i gasatori e i filtri. per l’acqua del rubinetto avviamente.

    Consiglierei in quest’ottica di lanciare anche una campagna sul latte fresco (che la nostra agenzia realizzò qualche anno fa per un produttore locale) e mettere in commmercio anche le bottiglie del latte (che noi continuiamo ad usare).

    Marchionne: “Qualcuno ha aperto i cancelli dello zoo.”

    4 Ottobre 2010

    Finalmente uno che esce dal coro e parla con un linguaggio semplice, dicendo bestie alle bestie. Mi permetto irrispettosamente solo un personale contributo a mettere più a fuoco la situazione aggiungendo un “da tempo” fra “aperto” e “i cancelli”.
    C’è un tale rumore di fondo quando il branco si muove (quindi sempre) che diventa praticamente impossibile capirsi. Il “polverone sollevato” rende inefficaci anche i linguaggi dei segni.

    Credo sarebbe troppo facile puntare sugli eventi degli ultimi giorni. Dalla lettera di Veltroni, al  presunto fallito attentato a Belpietro, passando per la disfida parlamentare.

    Mi chiedo se davvero qualcuno realmente crede che questa continua mancanza di responsabilità  individuale possa portare da qualche parte, in particolare nel periodo che stiamo vivendo.

    I cronisti ci presentano un film di cui  non riusciamo a individuare la trama, o almeno io non riesco a farlo. Gli approfondimenti sembrano avere come obiettivo di buttare benzina sul fuoco. Di Pietro sta consumando un solco del suo disco.  Le grida dei grillini rimangono grida. I sospiri del PD rimangono sospiri. Berlussconi sempre più in lotta con l’ANM. I FLI se ne vanno ma votano. E la Lega gode. E Casini si lecca le ferite ma tira dritto. La Gelmini  per il momento si è vista scippare la riforma dell’università.

    I cronisti della domenica del TG1 puntano sul Papa e sulla fiducia che molti dei convenuti a Palermo ripongono sulla sua capacità di alimentare la speranza in un futuro migliore.

    “Arridatece lo zoo!”  e il superenalotto.

    Tutte le strade …

    19 Luglio 2010

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    Ritorno nuovamente sulla toponomastica poichè ieri ho scoperto di aver abitato per quasi vent’anni in via Marco Polo, senza rendermi conto che era stato definito NAVIGATORE.

    Fra le decine di categorie professionali in cui può essere inserito il mercante veneziano, credo proprio che navigatore non ci sia.

    Immagina di Giovanni Lennon

    4 Luglio 2010

    Mi scuso se sarò ancora irriverente ma Viale Pietro de Coubertin (Roma, dove si trova l’Auditorium Parco della Musica) mi ha fatto veramente ridere.

     

    Mi sembra impossibile che ci portiamo ancora appresso un retaggio del Ventennio, eppure è così. Chissà se in Francia è esistita qualche traccia di Benoit Mussolini. (Ih, Ih). Per avere un’idea delle varianti  link a http://www.namepedia.org/en/firstname/Benito/

     

    Ho avuto modo di rilevare anche le rimostranze di una traduttrice simultanea che lamentava le difficoltà di traduzione dei nomi propri, dei nomi di località e altri ostacoli del linguaggio corrente. Ma è questo il vero problema?

    O non è piuttosto la mancanza di una cultura allargata che puoi acquisire unicamente cercando di approfondire la conoscenza del paese di cui vuoi parlare la lingua, in particolare se questo è il tuo mestiere.

     

    La prima volta che ho partecipato a un brainstorming in francese  (ero l’unico italiano fra tutti francesi) ho trovato la massima difficoltà nell’identificare i titoli o personaggi di libri, di film o dei serial televisivi, o le battute associate a un personaggio francese, non particolarmente noto in Italia. Un problema di cultura piuttosto che di lingua che continuo a parlare piuttosto bene.

     

    Comprendo comunque il punto di vista di chi evidenzia la difficoltà di trascrivere nomi originariamente scritti con caratteri non europei occidentali e pronunciati utilizzando suoni difficilmente riproducibili dal nostro alfabeto, ma quando è possibile manteniamoci sull’originale. Pierre de Coubertin suona decisamente meglio.

     

    Ma immaginate che ridere se traducessimo tutto!!!

     

     

    Quando il fumo è un piacere

    17 Giugno 2010

    Il fumo nuoce ma smettere non da felicità: in questo articolo sul Sole 24 Ore di oggi Giovanna Mancini presenta il libro di Giacomo Papi (”didascalizzato” come “giornalista free lance di 42 anni”; brava Giovanna) E’ facile ricominciare a fumare edito da Einaudi.

    Non basta smettere di fumare per essere felici. - risponde Papi alla giornalista - La vita, come dice Italo Svevo, è più complessa.

    Evviva. Mentre scrivo ho in bocca, accesa, una delle mie pipe migliori e ogni volta che ricevo la rivista del Club del Toscano provo un certo piacere, decisamente inferiore a quello che provo fumando un intero Antico. Concordo con Papi che sarebbe impensabile una storia del ‘900 senza le sigarette, anche se non ne fumo mai.

    Il piacere di fumare è uno di quelli a cui non riesco a rinunciare, tanto che quando mi trovo in luoghi o in attività che non mi permettono di farlo nel migliore dei modi, non ho alcuna difficoltà ad attendere, pregustando il momento ottimale.

    Concordo con chi sostiene che il vizio del fumo non è bene; ma la penso così per qualunque altro vizio.

    Creatività bussola del successo nella complessità?

    22 Maggio 2010

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    Sole 24Ore, Job 24. Un’interessante studio di IBM evidenzia che solo la metà delle società è pronto a guidare la complessità (49% ma siamo ottimisti), che 8 CEO su 10 vedono in aumento nei prossimi anni. E meno male, visto che la complessità è in aumento dall’inizio della storia dell’uomo. Per superare la crescente complessità lo studio evidenzia come competenza di leadership fondamentale la creatività, poi il global thinking e la sostenibilità.

    Ieri abbiamo parlato della complessità dello scenario imprenditoriale e del rapporto fra imprenditori della comunicazione e imprenditori tout court (i clienti insomma) al workshop che ha seguito l’assemblea di Unicom, l’Unione Nazionale delle Imprese di comunicazione riunite a Milano. Anche qui è emersa la necessità di far comprendere a tutto il mercato un concetto più ampio di creatività che gli imprenditori, ma soprattutto i manager, sono abituati ad acquistare da una società di comunicazione.

    Lo studio di IBM (95% degli intervistati) e ovviamente anche le imprese di comunicazione associate a Unicom vedono come strategico l’avvicinamento al cliente, e chi non lo vedrebbe. La differenza sta nei modi e nei mezzi.

    Non riesco ancora a capire perchè le imprese che parlano di creatività vedono quasi solo new media, guerrilla e viral. Dimenticando ad esempio che l’indagine Nielsen e Politecnico di Milano  (anche qui web, social, …) e l’indagine Bocconi sulla multicanalità, evidenziano come anche le categorie più caratterizzate dall’uso dei nuovi media, acquistino presso un punto vendita nel 78% dei casi.

    Le imprese di comunicazione riunite ieri da Unicom, pur con differenti approcci, hanno una visione della creatività decisamente più globale e legata alla progettualità e alla soluzione di problematiche non solo di comunicazione, ma inerenti la globalità del rapporto con un mercato sempre più complesso.

    Sto evidenziando da qualche mese, in maniera più risoluta di quanto non abbia fatto negli ultimi anni, come la creatività non sia sufficiente a superare la complessità dei sistemi con cui quotidianamente il mondo ha a che fare. Non solo le imprese infatti, ma la politica, la scuola, la solidarietà, le relazioni in genere evolvono in uno scenario più complesso che ha bisogno innanzitutto di nuovi modelli, di una migliore capacità di analisi, di nuovi strumenti per individuare i fattori chiave di successo ma soprattutto quelli critici.

    La creatività è certamente una bussola alla quale bisogna affiancare una mappa, che alla luce degli eventi internazionali è quella che sembra più necessaria per capire almeno dove si vuole arrivare. Trovare la strada poi sarà sicuramente più semplice.

    La vita è una cosa meravigliosa. Per chi?

    12 Aprile 2010

    In effetti non ricordo di aver mai visto un film senza capo ne coda come quest’ultimo di Carlo Vanzina. Vicende familiari scontate, battute trite e ritrite, neanche un abbozzo di trama; anni luce da Genitori e figli  di Giovanni Veronesi.

    Eppure il cast era paragonabile. Vanzina ha confermato il suo team di pezzi da 90: Proietti, Brignano (sempre splendido), Nancy Brilli (splendente), Salemme, la Ranieri, Mattioli, che sono stati proprio bravi. E in più c’erano le musiche di Trovajoli (forse ero annoiato ma me ne sono accorto ai titoli di coda).

    Nonostante comici e attori brillanti non c’è stato per me (e i miei amici presenti) niente da ridere, tutt’altro.

    Uno straccio di storia minimamente originale, o anche scopiazzata, era così difficile da buttar giù?

    Quando “Etnia Rom” è discriminazione

    23 Marzo 2010

    Lunedì 22 marzo, 13.40, TG1.

    Una notizia relativa a una scazzottata ha come presunto colpevole un giovane (Claudio Spinelli) identificato come di “etnia Rom”. A casa, a tavola, scattiamo tutti: “ma che vuol dire!!”. Ci sembra una inutile discriminazione che non aggiunge niente alla notizia se non alimentare reazioni estremistiche.

    Non è corretto fare di tutta l’erba un fascio, in particolare se sei il TG1. Non sarebbe nemmeno corretto accumunare tutti quelli che portano lo stesso cognome (Spinelli) e sono Rom, poichè sono coinvolti in fatti di sangue o di droga nella stessa area pescarese.

    La storia insegna che qundo si generalizza per colpire ingiustizie subite da poteri forti, si arriva a colpire massicciamente i deboli, e le ingiustizie subite dai “forti” continuano.

    E’ vero che i tempi televisivi sono tremendi, ma i più seguiti TG nazionali devono assolutamente rendersi conto di quale influenza hanno sull’opinione pubblica, concentrandosi sui dettagli. A meno che ne siano consci e lo stiano facendo apposta. Sbatti sempre il mostro in prima pagina, e se qualcuno reagisce in modo estremo meglio: ci sarà altro da raccontare.

    Ci sono imbecilli superficiali -diceva Karl Kraus- e imbecilli profondi“: per l’indifferenza e le reazioni andiamo sul sicuro.

    PS. intanto aspettiamo l’evolversi della tragedia di Rosa e Olindo, sperando in fondo al cuore, che non si trasformi in commedia

    Avatar? mi stavo addormentando.

    11 Marzo 2010

    Ho visto The hurt locker l’altra sera su Sky, e non mi aveva particolarmente entusiasmato. Emozionato si, in alcune scene. Ho perso Avatar la scorsa settimana per un curioso incidente alla macchina della proiezione e l’ho visto ieri sera.

    Concordo con la giuria della Academy che ha scelto The hurt locker, per l’Oscar: Avatar se mai poteva meritare l’Oscar alla carriera di Cameron poichè mi è sembrato la sintesi di tutta una serie di film di successo.

    C’era Alien, e non solo per Sigourney Weaver, c’era Terminator, c’era Abyss, e alcuni sprazzi dalle collaborazioni a vari film compreso I magnifici sette nello spazio. Più lavori di altri come Starship Trooper per citarne solo uno.

    Ho fatto fatica ad arrivare alla fine, forse ero troppo stanco. Il ritmo comunque c’era, le tre ore ci stavano, ma troppo déjà vu.

    E forse un po troppo antiamericano per vincere l’oscar, mentre The hurt locker è molto più in linea con il buonismo militare dell’era Obama. E poi Kathryn Bigelow merita un omaggio particolare per i suoi 58 anni.

    Sondaggi on line

    25 Febbraio 2010

    Comunicazione on line

     

    1) Nell’ultimo mese ti è capitato di usare almeno qualche volta internet per motivi di lavoro o personali?

    Molto spesso: 1964

    A volte: 71

    Raramente: 58

    Mai: 65

     

    Questi 65 che hanno risposto mai come hanno fatto a capitare su questa pagina del sondaggio e ad arrivare alla 4a risposta se non hanno mai usato internet per motivi di lavoro o personali?

    Recuperando tempo

    24 Febbraio 2010

    Giuseppe Mussari, presidente MPS 

    “Stiamo recuperando tempo.” ha esordito il presidente di Montepaschi Mussari all’incontro di ieri sera a Milano, organizzato con Progetto Città, sugli scenari e le prospettive del mondo finanziario.

    La domanda di Dario di Vico del Corriere era classica per l’inizio di una intervista, la risposta no. Il fattore tempo non mi sembra sia mai stato tirato in ballo in questo modo parlando della crisi economica.

    Mi ha ricordato MOMO di Michael Ende (quello della storia infinita, Neverending Story).

    Momo o the strange story of the time-thieves and the child who brought the stolen time back to the people. Mai letta? Fallo.

    Bel linguaggio quello di Mussari, decisamente inconsueto per me che ho passato gli ultimi giorni sulla comunicazione pubblica e istituzionale.

    “Essere meno opachi” è per Mussari la vera trasparenza. Non quel cumulo di norme che costringe, e non solo le banche, a produrre pagine incomprensibili anche per i più istruiti. I più chi?

    E’ vero. Una importante sottolineatura del Presidente MPS è stata la differenza fra consumatore e cittadino. Condivido la preminenza di quest’ultimo non tanto per la discendenza dalla rivoluzione francese, ne tantomeno dal più banale significato che da sempre do a consumatore: uno che usa e getta.

    Cittadino ha per me un significato più “laico” inteso come  “non mediato da nessuna chiesa“. Un portatore di idee, diritti, doveri.

    E chiudo riagganciandomi all’intervento di Andrea Ceccherini, presidente di Progetto Città. Uno degli freni alla ripresa (o causa della crisi) occidentale è che “… distribuiamo ricchezza ma non creiamo ricchezza.”

    Non ricordo simili approcci e contenuti nei talk show delle varie tv. Sarà per questo che sempre più spesso cambio canale?

    Calcio e …

    23 Febbraio 2010

    da ilgiornale.it 

    L’Inter, la squadra più forte degli ultimi campionati al centro di raffiche di provvedimenti disciplinari, il Livorno minaccia di mandare in campo le giovanili.

    Da vercellese cultore della storia del calcio locale mi sembra un film già visto.

    Proprio nel 1910, cent’anni fa, la Pro Vercelli era al centro di una polemica con la federazione per spostare lo spareggio di fine stagione proprio con l’Inter, che assegnò a quest’ultima il titolo italiano (lo scudetto non sisteva ancora). L’allora presidente della Pro, Luigi Bozino, mandò in campo per quella finale i ragazzini, poichè i titolari erano impegnati con la nazionale militare.

    I più fedeli tifosi delle Bianche Casacche protestano ancora per questa ingiustizia che ha privato la Pro di un record che sarebbe ancora imbattuto: la vittoria dei campionati italiani dal 1908 al 1913, 6 di fila.

    Anche allora la squadra più forte degli ultimi anni fu certamente penalizzata. Politica e potere, innaffiate da una certa dose di orgoglio, si fusero portando a una situazione piuttosto assurda.

    Non mi sembra che a distanza di cento anni, i reali valori dello sport siano cambiati.

    Non più para ma solo Olimpiadi

    10 Febbraio 2010

    Sono passati più di 10 anni da quando Stefania Guerrini propose al Distretto Lions 108ia1 un importante intervento in vista delle Olimpiadi invernali che si sarebbero tenute a Torino nel 2006. Il gruppo che l’allora Governatore del Distretto, Achille Judica Cordiglia, formò e tanti altri amici che negli anni vi parteciparono, con l’impareggiabile guida di Giampaolo Ferrari, hanno portato alla realizzazione al Sestriere dell’Hotel Lago Losetta Melvin Jones dedicato alle persone con disabilità permanenti o temporanee. Ne approfitto per ricordare a tutti le grandi opportunità che Gianfranco Martin (medaglia olimpiaca ad Albertville) e soci, oggi gestori della struttura, offrono con la possibilità di utilizzare attrezzature molto interessanti.

    Volevo però riportare alla luce l’inizio del progetto  che fu per me (che ne fui e ne sono tuttora protagonista) decisamente più motivante poichè cominciammo con un convegno al Lingotto (Mostra Ability 2000) intitolato Tutti in gara: non più para ma solo Olimpiadi, che sosteneva l’idea di organizzare una sola edizione dei Giochi con gare riservate a categorie diverse per disabili. C’era stato un precedente molto interessante ai Mondiali di Atletica a Edmonton dove le gare per atleti con protesi o disabilità erano mischiate con la clasica maratona o i 100 metri da record. Fu un dibattito molto interessante; vi parteciparono Valentino Castellani, l’allora ministro Guidi, Tiziana Nasi, Giuseppe Trieste di Fiaba e tanti altri esperti.

    Ieri sera ho visto la presentazione dei programmi di Sky dedicati alle Olimpiadi invernali di Vancouver che stanno per cominciare e mi ha colpito il filmato istituzionale che presenta numerosissimi atleti disabili assieme agli altri protagonisti; mi sembra in numero decisamente superiore rispetto al passato.

    Il video si trova a http://www.youtube.com/watch?v=CQ0t5pdSME8

    Forse è il momento di riprendere quel discorso “Tutti in gara” non trovi? Continuando a sognare che qualcuno riprenda il nostro progetto e lavori per costruire in ogni sede olimpica una struttura per ospitare abili e disabili insieme, senza barriere soprattutto mentali.

    La scoperta dell’acqua calda

    3 Febbraio 2010

    Come ha riportato la recente ricerca del Dipartimento Educazione e Cultura della Commissione Europea la creatività è strettamente connessa alla cultura. Non ci piove.

    L’inventore della ruota probabilmente non se ne rese conto: immagino però che nelle sue conoscenze ci fosse già la cultura della ruota. Non se ne rese conto neanche Fleming che secondo i canoni attuali aveva una cultura pazzesca (come direbbe Villaggio) e scoprì la penicillina per caso. Serendipity dicono gli americani.

    La creatività influisce sull’economia dice la ricerca. E ci mancherebbe. La creatività ha sempre influito sull’economia, intesa sia nella sua accezione più generale che come stato di salute di una impresa. La mancanza di creatività (o apertura mentale) idem.

    Credo che anche la creatività che i nazisti hanno utilizzato per costruire strumenti e luoghi di morte sia strettamente connessa alla cultura dell’epoca, così come analoghe soluzioni finali alla Pol Pot, tanto per essere politicamente equidistanti. E in entrambe i casi hanno influito sull’economia. Inevitabile.

    Come addetto ai lavori sono felice che si tenti di valorizzare la creatività, anche se non mi sono assolutamente accorto (sempre da addetto ai lavori) che lo scorso anno fosse l’Anno europeo della creatività.

    Quel che mi stupisce è che la ricerca sia uscita a fine anno. Ma allora su quali basi hanno decretato il 2009 anno europeo della creatività?

    L’inventore del telegrafo

    28 Gennaio 2010

    E’ vero che viviamo in un’epoca in cui la comunicazione e l’informazione si basano su breaking news, sms, e tvtb, ma a volte troncamenti involontari possono dare luogo a erori madornali. Capita.

    Ci si dovremmo augurare che questi errori marchiani diventassero immediatamente evidenti ma spesso non è così.

    Oggi Guglielmo Marconi è diventato l’inventore del telegrafo; per il TG1 delle 13.30 e per varie news sparse per il web.

    E’ solo saltato “senza fili” che per qualche ora ha tolto a Samuel Morse l’invenzione per cui è conosciuto in tutto il mondo.

    E’ in Francia. State tranquilli. E in Italia ci pensa la Siae.

    5 Gennaio 2010

    Ascolto la rassegna stampa in radio. Il conduttore introduce una notizia dalla Francia dove si annuncia una legge molto restrittiva contro la pirateria informatica. Chi scarica illegalmente musica, film o quant’altro protetto da copyright, per tre volte ( è la matrice cristiana?), sarà punito con l’interdizione perpetua dalla rete.

    “Ma state tranquilli - commeta il giornalista - è in Francia. Sottolinea anche che la SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) pensa di introdurre una tassa per tutti gli utenti della rete che vada acompensare le perdite dovute alla pirateria.

    Terribile, penso, dalla padella nella brace. Introduciamo il peccato originale.

    Quando sento questo tipo di notizie e questo tipo di commenti mi sento veramente un babbeo. Chi viene penalizzato dalle leggi e dalle norme è sempre più spesso che si comporta correttamente, chi scarica la musica da i-Tunes, pagandola, chi acquista le licenze per tutti i software che usa, a casa e in azienda, chi compra immagini e filmati da agenzie che ne detengono i diritti o musica dagli autori, pagando diritti e SIAE. E che spesso si trova a discutere con clienti che cercano tutte le possibili scappatoie per evitare questi costi.

    La SIAE dovrebbe secondo me impegnarsi ancor di più per facilitare il regolare utilizzo delle opere protette da diritti e richiedere una regolamentazione più restrittiva per chi sgarra, non provvedimenti “urbi et orbi”.

    Ma continuo ad insistere sul fatto che chi contribuisce a creare l’opinione pubblica si astega da dichiarazioni populiste.

    “Facessero quello che vogliono.”

    30 Novembre 2009

    Sinceramente quello che mi preoccupa di più in questa vicenda dei nuovi fantomatici video hard è il “Facessero”. Che anche l’estrema destra si metta a fare video a “luce rossa” mi pare grottesco.

    Balotelli, la curva juventina e gli scandalizzati: cretini di tutto il mondo unitevi.

    26 Novembre 2009

    Ieri sera Balotelli. un paio d’anni fa Lucarelli del livorno credo. Definiti razzisti quelli di ieri a Bordeaux, per il colore della pelle dell’interista, probabilmente definiti fascisti quelli che che hanno avuto come bersaglio l’attaccante del Livorno:  in primis perchè il Livorno passava per una roccaforte rossa, in più i cori erano della curva Laziale.

    Quel che mi sorprende di più è che tutta una serie di personaggi, che si considerano degli illuminati, cadano ancora nel tranello del razzismo. E’ invece imbecillità pura. Come quella di Balotelli che sfida tutti, forte della sua pelle nera.

    L’unica differenza fra il giovane interista e quelli della curva è che lui fino li c’è arrivato e possiamo dire che, a suo modo, è qualcuno. Conosco tantissime persone che venderebbero l’anima per un giorno da Balotelli.

    Peraltro se il mondo dello sport ha perdonato il giovane Cassano, può anche accettare il giovane SuperMario, considerando la sua classe, e augurandosi che lo aiuti a crescere.

    Pensate a quelli della curva che questa classe non ce l’hanno. E i commentatori scandalizzati che scrivono ma non riescono a leggere questo fenomeno, che come altri,  non perdendo occasione per imbottire di imbecillità la società in cui viviamo. Che diventa sempre più imbecille con reazioni non consone, adottando provvementi inadeguati, arrivando a prese di posizione che sono sullo stesso piano dei cori.

    I problemi della curva, e della gente in genere, sono altri ma nessuno ha intenzione di affrontarli.

    Intellettuali d’oggi, idioti di domani … cantava De Andre che sapeva leggere e con i disadattati della Barbagia dialogava.

    Arrivederci al prossimo round. Magari avremo un arbitro nero e anche “cornuto” diventerà un insulto razzista.

    Violenza sulle donne: ma trans è maschile o femminile?

    25 Novembre 2009

    Il titolo sembra cretino e forse lo è, ma prendiamo le cose sul ridere poiché ad essere seri ci sarebbe veramente da piangere. In questo mondo neo-neo romantico ci si entusiasma o ci si strugge ogni sera per vicende o personaggi quanto mai diversi, dimenticando il tutto quando si spegne il televisore.Per quanto mi senta lontano dallo stile di vita di Piero Marrazzo (prima e dopo l’incidente) trovo che l’indagine televisiva del suo “amico” Bruno Vespa non giovi più di tanto: ne a lui ne tanto meno a Vespa. A noi ancor meno. Salvo ai voyeuristi interessati al settore.

    Un merito di Vespa però è aver portato in studio, primo piano, anche se tenendole a distanza, China e Natalì  due protagoniste di questo terzo mondo, fatto di vite quantomeno pericolose. Considero ovviamente Luxuria o la Paradiso parte di un mondo decisamente dorato.

    Come al solito però la corsa al ppcesso in diretta sperando nello scoop penalizza la verità e si sente ribadire di tutto, e il contrario. Le versioni cambiano da giornale a telegiornale, per non parlare delle news di internet.

    Brenda rimane Brenda. Ma Natali (per PaP) diventa Natalie (Corsera) Nathaly per altri. Per non parlare delle cifre di denaro.

    Luxuria si compiace che Brenda sia stata rispettata dopo la morte poichè i media ne hanno parlato al femminile. Beata lei.

    Le trans sono al femminile sul Sole 24 Ore. Natalì è il transessuale per Il Secolo XIX. Natalie contro China, la guerra dei trans per Il Tempo, Ma anche Corsera propende per il maschile. Nella giornata della violenza contro le donne speriamo che la serata ci risparmi il terzo round di Porta a Porta.

    Quel che è più disarmante  è che una società come quella in cui viviamo in cui tutti cercano di prendere senza dare (e il tutti non è qualunquistico) non ha grandi speranze per il futuro.

    L’influenza dei media

    15 Novembre 2009

    H1N1: finalmente non la troviamo più fra le prime 10 notizie di Google Italia e Esteri. Ovviamente un ricco panorama è nello spazio salute. Anche le notizie ufficiali sono in pausa per il week end. Infatti l’ultimo comunicato del Ministero  è

    Influenza A/H1N1Il punto della situazione al 13 novembre 2009
    Aggiornamento ore 17.00

    Aggiornamenti

    • Sono state vaccinate al 13 novembre circa 150.000 persone
    • Percentuale di vittime in rapporto al totale dei malati di nuova influenza A: 0,0029 per cento
    • Totale vittime correlate alla nuova influenza A: 44
    • Casi che necessitano di assistenza respiratoria: 167
    • Percentuale dei casi che necessitano di assistenza respiratoria in rapporto al totale dei malati: 0,01 

    Intanto continuano le polemiche su vaccino si, vaccino no. Dal ministero ribadiscono l’assoluta certezza sull’innocuità del farmaco che, nella migliore delle ipotesi avrà lo stesso livello di intolleranza dei farmaci più comuni. Quindi, aspettiamoci una nuova raffica di polemiche al primo “incidente”.

    Polemiche anche sui costi e sul contratto con la società farmaceutica svizzera Novartis: la cifra ufficiale del solo costo del vaccino  ammonta a 200 milioni di euro per 24 milioni di dosi. Poco meno del 14% del fatturato di Novartis Italia 2008. E dire che lo scorso anno la società svizzera aveva già avuto un balzo di utili del 25%, ma aveva cominciato l’anno maluccio. Comunque i 200 milioni di euro andrannoa coprire il buco della divisione vaccini che ha chiuso lo scorso anno in rosso (-234 milioni di dollari).

    Comunque sono i soliti fortunati che in più si trovano gratis una esagerata copertura media che farebbe fare salti di gioia a qualunque ufficio stampa.

    Saremo noi che abbiamo nella testa un maledetto muro!

    8 Novembre 2009

    Vent’anni dalla caduta di un muro simbolo per le ideologie. Berlino in festa. Speciali fiume in una miriade di emittenti che ci ubriacheranno. Celebrazione di un muro che la Germania non voleva ma probabilmente il resto del mondo si. C’è ancora la necessità di un muro nei pensieri del mondo. Vent’anni sono volati.

    Maledetto muro.

    Cinque anni fa cadeva con meno enfasi un analogo muro a Gorizia. Il sindaco della città friulana dice che ora bisogna abbattere il muro che ancora contrappone due popoli. 65 anni nella società di internet sono ancora troppo pochi. Pazzesco.

    Maledetto muro.

    E le news dedicano attenzione alle schermaglie sui lavavetri del Vaticano: frecciate e non solo, contro il sindaco Alemanno. Fondamenta per un nuovo muro della Curia che il Sindaco “ricopre” immediatamente: è un piano non solo ordinanze.

    Maledetto muro.

    Passa alla camera una altro piano, quello sanitario di Obama. Il muro Repubblicano ha una sola crepa: positivo o negativo (per Obama ovviamente)?

    Maledetto muro.

    E l’influenza N1H1. L’abilità dell’industria della paura ragiunge il top. Probabilmente quando ci continueranno a dire quanti muoiono a piedi, per strada, ci vaccineremo contro la voglia di uscire. Perchè questo è il trucco. Il vaccino. Chi ci guadagana se muore un po’ di gente? tutt’al più eredi e pompe funebri. Ma se diffondiamo l’idea di una pandemia e proponiamo un antidoto di massa il gioco è fatto. Pioggia di dobloni per i promotori.

    Maledetto muro.

    Ogni occasione è buona per costruire un muro. Ma se i writers decidessero un giorno di fare un graffito che contenesse l’infinito elenco dei muri da abbattere forse potremmo finalmente dire:

    Benedetto muro.

    Facili costumi

    27 Ottobre 2009

    Marrazzo sta per dimettersi. L’ennesimo caso di Buoncostume va in scena.

    Ma non sono scandalizzato per le avventure trans del Presidente della Regione Lazio, come non lo sono stato per le donnine attribuite all’entourage di Berlusconi. Trovo assurdo che Marrazzo si dimetta per una sua “debolezza” (l’ha detto lui) e che non trovi la forza, e nessuno lo sostenga (da una parte e dall’altra), per vivere liberamente la sua vita.

    Personalmente non condivido questo tipo di avventure ma l’unica ragione che poteva spingere un personaggio di quel livello a lasciare il suo posto prima, e non ora che i video e i sotterfugi sono scoperti, è che quel tipo di pratiche ( e la coca se accertata in particolare) certamente lo avrebbe condotto a non poter gestire al meglio l’incarico per il quale aveva ricevuto il placet dei cittadini.  

    Se poi effettivamente ha pagato le cifre che si mormorano ai fuoi xxx-friends, lo trovo più che altro un po’ gonzo. E questa si che è una ragione per dimettersi.

    Lodo Alfano: non tutto il male viene per nuocere

    12 Ottobre 2009

    Forse, un giorno, lo stress mediatico della bocciatura del Lodo Alfano potrebbe tornarci utile e semplificare il rapporto dei comuni mortali con la Giustizia.

    A quanto pare i giudici (della Consulta, credo) si sono accorti della possibilità di trovare soluzioni che non intralcino l’attività parlamentare e consentano lo svolgimento di processi in cui sono coinvolti (anche solo come testimoni) i parlamentari. La soluzione dovrebbe essere semplicissima: allineare il calendario delle udienze con il calendario parlamentare. “Elementare Holmes” direbbe Watson, che ormai ha imparato la lezione.

    Quindi possiamo augurarci, prima di tutto di non finire fra le maglie della giustizia (prevenire è meglio che curare) ma qualora succedesse, che i giudici in genere si accorgano che anche tutti i semplici testimoni che hanno un lavoro sarebbero felici di far coincidere i loro impegni (non meno importanti di quelli dei parlamentari) con quelli della Giustizia.

    Credo che se giudici e parlamentari, in collaborazione con gli avvocati e le persone di buon senso si metteranno a pensare seriamente ad una riforma della giustizia che favorisca il rapporto con il cittadino (soprattutto se innocente), la qualità della vita migliorerà globalmente.

    Magari un po’ meno per Vespa e Vinci.

    BBC: Stiamo proprio inguaiati

    11 Ottobre 2009

    Lungo servizio sui guai dell’Italia questa mattina sul satellitare BBC. I processi di Berlusconi, le grida di DiPietro (Italy of Values), La Russa che si arrabbia con l’intervistatore sbottando con un Are you crazy? e minacciando di andarsene se le domande continuano ad essere tendenziose accusando il governo italiano di razzismo nei confronti degli immigrati che giungono a Lampedusa.

    A proposito di razzismo strisciante non ho proprio capito perchè tutti gli immigrati (a prima vista africani) intervistati dagli inglesi a Lampedusa erano sottotitolati in inglese. Eppure il loro inglese era molto buono.

    Mi ha fatto veramente sorridere una battuta di un signore italiano intervistato per strada. “Siamo tutti inguaiati”, ha cominciato con un bell’accento del sud e il doppiatore inglese ha iniziato la sua traduzione con l’identico a plomb con cui i suoi colleghi annunciarono il D-day, dicendo “We really are in trouble.”

    PS. Non hanno parlato solo male dell’Italia; c’è stato anche un bellissimo servizio dalla Toscana su una nuova tecnologia per le endoscopie attraverso una capsula telecomandabile dal medico dotata di telecamera.

    Essere assolti o condannati non è un’opinione

    8 Ottobre 2009
    Ennesima disputa a Matrix, ieri sera, sui processi a Berlusconi.Massimo Donadi (IdV) con la solita irruenza insiste sul fatto che il Cavaliere da 15 anni impedisce alla magistratura di giudicarlo. Ribatte con analoga forza Ignazio La Russa (PdL) che sostiene invece che in ogni un processo a Berlusconi che è arrivato alla sentenz, il capo del Governo è uscito senza condanne.

    Il conduttore Alessio Vinci cerca di chiudere la bagarre con un salomonico “Abbiamo sentito due opinioni diverse e non cambierete idea.”

    Non credo che sul fatto che una persona sia stata processata e giudicata colpevole o innocente si possano avere delle opinioni.

    O è stato giudicato o non lo è stato. Vale per tutti comunque la si pensi politicamente. Uno parla di accanimento, l’altro dell’uso indiscriminato della prescriczione ( e queste sono opinioni) ma il fatto che il premier alla fine di un procedimento giudiziario sia stato condannato o meno sta scritto negli atti del processo, e nessuna opinione politica può dire il contrario.

    Non amo quel tipo di bagarre (da Vespa la schermaglia Berlusconi al telefono-Bindi in studio è stata decisamente peggio) ma il mestiere di Vespa nel gestire la situazione, soprattutto per le pesanti affermazioni del premier sul Capo dello Stato, si è visto.

    Nella bufera il timoniere esperto sa che per mantenere la rotta deve essere più attento.

    Facile essere bravi con Berlusconi

    5 Ottobre 2009

    da Newsweek di Oggi:

    Conventional wisdom. Think Again.

    “Berlusconi says continentals should create a “core Europe” club.
    He’ll be in charge of entertainment.”

    Berlusconi è diventato come Celentano: chiunque provi a imitare qualcuno comincia dal “molleggiato”. E’ veramente facile. Così chiunque abbia anche solo una minima rubrica di satira trova nel presidente del Consiglio italiano una miniera d’oro. Davvero facile essere bravi, con le occasioni che fornisce. 

    I detrattori insinuano che il Cavaliere pensi a farsi santificare quale protettore dei satirici (e dei satiri, dicono i maligni ).

    Libertà di stampa? E il tifone Parma diventa italiano.

    4 Ottobre 2009

    L’ho già detto più volte che non capisco un certo modo di fare giornalismo che sembra essere molto attuale.

    Le notizie riprese dalle agenzie senza approfondimenti, interviste ai passanti con domande banali e risposte altrettanto, stupore per cose arcinote, ecc. ed anche l’accostamento quanto mai discutibile di argomenti (es. il peso della crisi sulle famiglie e il boom dei corsi di cucina e di sommellier) che dimostrano ma mancanza di una minima linea di pensiero (dell’editore e dei giornalisti).

    Ho già detto più volte che non capisco come gli organizzatori e le forze dell’ordine utilizzino parametri così diversi per stimare il numero dei partecipanti a una manifestazione. Ieri per la libertà di stampa 60 mila contro 300 mila. Forse introdurranno i tornelli e la tessera del dimostrante con buona pace per tutti.

    Chissà perché nessuno protesta affinché si lavori meglio sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo: almeno cercando di curare al massimo i particolari. Non ci capiterebbe di vedere le notizie sul tifone Parma, nel capitolo Italia.

    il-tifone-parma.pdf

    Mike, vivo o morto!

    26 Settembre 2009

    Una società decadente di norma trascura le questioni vitali per il suo futuro per occuparsi di problemi banali del presente. La polemica su gli spot con Mike Bongiorno e il figlio Leonardo (+Fiorello che non poteva mancare) ne sono un classico esempio.Mike Bongiorno “santificato” televisivamente coram populo prima e  alla sua morte, come poteva non comparire in quegli spot? Ma non vedete? è lui, quello che avete osannato, che se ci avesse pensato (e magari lo ha fatto) avrebbe girato spot da mandare nei prossimi cent’anni perché lui era la televisione e voleva rimare l’icona della tv.

    Certo perché nel paradiso di Mike l’icona della televisione (apparecchio televisivo) è un doppio rettangolo con gli angoli arrotondati mentre quella della TV (mondo della TV) è una facciona accattivante  con una mano aperta alzata che ci fa dire: “Allegria”Malpensanti che vi scandalizzate: non avete altro da fare. Non vi piace? non guardate lo spot di Infostrada. Si perché si tratta di Infostrada e non di “una nota compagnia telefonica” come “citano” alcuni cronisti.

    Mi sembrano quelle pruderie da bigotte. Quando in TV impazzano programmi dall’alto contenuto porno e compare un dischetto a coprire gli organi del peccato in scene di nudo ma non in scene di atti sessuali sfrenati che invece non hanno velature se gli organi sessuali non sono in bellavista.

    E come quando nei video live uno dice “cazzo” e nei sottotitoli è c***o oppure un beep, che tutti si chiedono: “Chissà che cosa avrà detto, sembrava così arrabbiato!” o vaffanc**o che magari qualcuno pensa voglia dire vaffancannolo (scritto da un analfabeta). Ma non è ora di smetterla con queste ipocrisie? abbiamo il telecomando, ma abbiamo anche l’interruttore della televisione per spegnerla definitivamente. Però per far questo serve accendere il cervello.

    Grazie Mike. Ti amano ma forse non ti hanno capito. Allegria.

    PS. se poi la famiglia Bongiorno ha acconsentito a mandare gli spot per denaro (come qualcuno “gossipa”) sono fatti suoi. Ognuno ricorda i suoi cari come preferisce.

    La Cometa si è posata su Oliver Twist

    19 Settembre 2009

    Penso fossimo più di 1000, questa mattina trascinati dalla Cometa.

    All’inaugurazione della Scuola Oliver Twist, realizzata a Como dagli amici di Cometa, non c’erano le solite persone: anche Roberto Formigoni, il presidente della Regione Lombardia, si vede che è lì più come amico che come istituzione; idem per i Presidenti delle Fondazioni Cariplo e De Agostini, ovvio per Paolo Basilico, Presidente della Fiondazione Oliver Twist.

    Lo stesso per Vittorio Colao, CEO di Vodafone. E poi la moltitudine di quelli che vivono Cometa come una opportunità di cambiare la propria vita.Non vi racconto di Cometa, non mi basterebbe lo spazio: potete conoscerla subito a www.puntocometa.org e poi programmarvi una visita.

    Credo che la Scuola Oliver Twist sia molto più che “una proposta educativa originale” come la definiscono lì. E’ nuovamente un’esperienza singolare per tutti, anche per noi che da qualche anno, sosteniamo con piccoli interventi questa comunità che ha fatto dell’affido una ragione di vita.

    Ne parlo soprattutto per avere l’occasione di ringraziare Serena, Marina, Innocente, Erasmo e Giovanni, quello dei figli naturali che ho avuto il piacere di conoscere meglio. E un grazie a tutti quelli che incontro ogni volta che vado in Cometa, per le esperienze uniche che mi fanno vivere.

    RAI: ma perché vi stupite!!!

    15 Settembre 2009

    Ho ricevuto tantissimi inviti a mobilitarmi contro lo spostamento di Ballarò per concomitanza con l’apertura di Vespa: scuoto la testa ormai rassegnato.

    Non sono un fan di Floris. Raramente guardo Ballarò e mai per più di 10 minuti di fila.

    Per questo il mio disappunto sulla vicenda che sta animando l’ambiente politico e quello giornalistico non è tanto per lo spostamento di un programma, quanto per il metodo di gestione della RAI che mi pare proprio miope. Una azienda che penalizza una sua divisione per promuoverne un’altra, in un mercato così competitivo, dimostra il livello veramente basso dei suoi dirigenti.

    Il dibattito politico che è centrato sulla libertà di stampa dimostra poi il basso livello dei politici e dei giornalisti, che brillano [entrambe le categorie] per non centrare quasi mai il problema.

    Forse perchè loro sono il problema. Fino a quando i giornalisti seguiranno logiche di partito o di fazione politica per fare il proprio lavoro, la politica potrà decidere di modificare i palinsesti o la struttura dei giornali. Ci stupiamo?

    I telegiornali sono ingurdabili. Le interviste “possibili” a chiunque non ha niente da dire sono il sitema. Ieri ho sentito il senatore Quagliarella, ripetere la stessa frase sei volte in sei notiziari diversi della stessa mettente. Idem per Francechini sulla svolta della Bolognina. Che ci stupiamo a fare!

    Mai visto un’indagine seria da parte delle major dell’approfondimento televisivo? Non ci fossero state le Iene o Report, o Striscia il buio sarebbe veramente stato totale. Buco nero.

    L’errore è nel sistema non nell’evento e le scarse possibilità dell’opposizione di scalzare il premier stanno nel fatto che il metodo che attuerebbero (come fatto in passato) è lo stesso. Allora perchè cambiare.

    Quando l’antagonista di Berlusconi diventa Fini (unico esempio degno di nota) e non il leader (?) dell’opposizione siamo messi proprio male.

    Peccato che nella politica e nel giornalismo non nascano stelle che brillano di luce propria. Tenevo per Federer, ma sono contento che abbia vinto Del Potro. E anche la Clijster. Sarà più facile ricordare questa edizione dell’Open degli Stati Uniti.

    Il ritmo del cuore

    31 Agosto 2009

    Hallmark (canale Sky 127), ieri sera fra Un episodio di Miss Martple e uno di Poirot.

    Trasmettono un corto di un probabile paese dell’est europeo, sottotitolato. E’ un ragazzino che racconta la sua vita con una madre che si porta a casa ogni sorta di uomini che gli fanno sempre dei regali. Ogni volta che la madre cambia uomo il ragazzino sotterra il regalo che questo gli ha fatto in una sorta di cimitero personale dei regali.

    Infine l’ultimo degli “amanti” gli regala un cane. Quando anche quest’uomo se ne va il ragazzino uccide il cane con un martello e lo seppellisce nel “cimitero dei regali”.

    Non ho parole. Con i sottotitoli non c’era neanche scritto che la visione per i minori era consigliata con la resenza dei genitori. Le real TV, dove quando c’è na persona nuda usano i pallini velati o quando c’è una parolaccia usano i beep, fanno proprio scuotere la testa.

    E qualcuno dirà che quel corto è un’ espressione artististica.

    Se Hallmark da “il ritmo del cuore” credo abbia subito un arresto cardiaco.

    Impossibile il dialetto nelle scuole

    28 Agosto 2009

    Anni fa, mentre mettevamo a punto i dettagli di una convention, Riccardo e io, ci scambiammo alcune battute in dialetto piemontese, ognuno con la sua inflessione: lui del Canavese, io del Vercellese. Poi mi sciorinò una lunga lista di mezzi di trasporto (in dialetto ovviamente) tanto che lanciammo subito l’idea di ritrovarci fra amici per approfondire questi aspetti linguistici ormai persi in città.

    Una delle difficoltà fu decidere se usare un dialetto “ufficiale” o confrontare le significative differenze di pronuncia, intonazione, cadenza, e di modi di dire che si evidenziano in ogni piccolo paesino.

    Il concetto di dialetto è piuttosto complesso.

    Alcuni sostengono che ci sono vere e proprie lingue (Piemontese, Lombardo, Veneto, Napoletano, Siciliano, …) e dialetti (vercellese, vicentino, palermitano, …), ma c’è anche il palermitano di città e il palermitano della provincia. E potremmo continuare all’infinito.

    Non potendo definire con semplicità ed equità uno standard che vada bene a tutti (se da Palermo mi trasferisco a Catania perchè devo imparare il Catanese? e un insegnante di catanese deve essere madrelingua?) mi pare che la proposta sia inattuabile.

    E se approfondiamo ancora un po’ potrebbe diventare anche incostituzionale. 

    Gioventù del mangime

    26 Agosto 2009

    Allevamento Pokemon 

    Con questa espressione (in dialetto) mio padre e quelli della sua generazione identificavano quelli che oggi altri chiamano bamboccioni.

    Questa “etichetta” mi è tornata alla mente ieri pomeriggio mentre ascoltavo distrattamente Radio1Rai.  Appena ho acceso l’argomento era la qualità della stampa in genere per poi passare alle problematiche che deriverebbero dall’introduzione del divorzio breve. Il conduttore evidenziava … problemi nell’allevamento dei figli.

    Rai, di tutto, di più.

    Ma anche l’Osservatorio Nazionale della Famiglia percorre questa linea citando una pubblicazione:

    East and West German Family Policy Compared: The Distribution of Childrearing Costs (Le politiche per le famiglie in Germania orientale e occidentale: la distribuzione dei costi per l’allevamento dei figli).

    … in compagnia di un sito svizzero che perdono d’ufficio.
    Per tutti gli altri trovati da Google,la parola allevamento si associa solo ad animali, come indica anche Wikipedia:

    L’allevamento è l’attività di custodire, far crescere ed opportunamente riprodurre animali in cattività, totale o parziale, per ricavarne cibo, pelli, pellicce, lavoro animale e commercio degli stessi.

    In tempi recenti sono sorti allevamenti allo scopo di fornire anche selezionati animali (cani, gatti, uccelli) da compagnia.

    Wikipedia dice che puoi allevare anche i Pokemon. Vedi Allevamento (Pokémon).

    Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere.

    22 Agosto 2009

    Una delle “breaking news” di oggi è la notizia che il figlio di Bossi ha lanciato “Rimbalza il clandestino” un gioco on line destinato a quanto pare, a misurare quanto leghista sei. Ieri ci siamo beccati la filippica dell’Osservatore Romano e della CEI sulla “shoa” dei clandestini lasciati morire senza soccorso.

    Prove tecniche di autunno caldo tipicamente italiano in un paese di pseudo vedenti che non vogliono vedere. Infatti Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere, dice mia madre ogni volta che qualcuno ignora volutamente l’evidenza.

    Ma perchè l’Osservatore Romano non tira le orecchie alla Unione Europea? O meglio, perchè perchè non prende una posizione dura affinchè questo problema sia affrontato nel modo corretto dalle autorità di Bruxelles, e non lasciato all’estro dei singoli paesi o peggio ancora, al buon cuore dei naviganti che transitano per il Mediterraneo?

    Il gioco della Lega poi, è una nuova trovata per far parlare i giornali e per allietare i fedelissimi padani; per quanto possa disturbare non lo trovo di cattivo gusto più di tante trasmissioni televisive, telegiornali, fumetti, servizi giornalistici basati su veline (di carta) che uniformano l’informazione come non mai. E non dite che è colpa del  Governo.

    Ogni popolo ha il governo che si è eletto, o almeno quello che la maggioranza ha eletto.

    Credo che chi non ama questo gioco mediatico se ne freghi altamente delle goliardate di Bossi jr e scuota sconsolato la testa leggendo assurdi raffronti sulla shoa.

    Forse tutto questo rumore più che ciechi tende a farci diventare sordi.

    Febbre del Superenalotto

    24 Luglio 2009

    Non ricordo più chi ha detto che:

    Il genere umano è passato dalla lotta alla lotteria.

    Previsioni del tempo

    22 Luglio 2009

    Singolare su Radio Rai: le previsioni si concludono sempre con massime o aforismi.

    Esempio dei giorni scorsi:

    …. isoterma a 2400 metri. Nella vita non bisogna temere ma solo capire. Maria Curie.

    Solo una società di dementi …

    16 Luglio 2009

    Solo una società i dementi fa diventare un caso quello della futura suora in topless su Facebook. Ed ora via, caccia alla suora, la troveremo prossimamente sui settimanali da sala d’attesa?

    Come giudicare la bravata dell’ex fidanzato? Imbecillità. E spero che di lui si conosca nome, cognome, e indirizzo, e foto, in modo tale che chiunque possa identificarlo immediatamente e sapere con che “testa fina” ha a che fare.

    E la futura suora? Ma che ti frega delle fotografie del tuo passato se il tuo mondo oggi è un altro. Se ti importa così tanto di quelle immagini sei proprio sicura della tua scelta di vita.

    Pensate se Francesco si fosse preoccupato così tanto della sua vita dissoluta prima di abbracciare la fede e fondare il suo ordine. E la storia della chiesa cattolica è piena di esempi molto meno importanti, ma ugualmente significativi.

    I media ovviamente si guardano bene dal fare qualunque tipo di commento.

    Bruno Marzi e i concerti italiani di Jacko

    10 Luglio 2009

    marzi-jacko.bmp 

    Ho nuovamente il piacere di segnalare un lavoro di Bruno Marzi: un Instant Book su Michael Jackson che Bruno ha immortalato nei concerti italiani. Non ci siamo visti per secoli ma forse questo mio 2009 è destinato a ritrovare gli amici di un tempo.  Eccovi il comunicato stampa e poi via in edicola.

    MICHAEL JACKSON: IN EDICOLA I CONCERTI ITALIANI

      

    Tributo italiano alla memoria del “re del pop” scomparso il 25 giugno scorso: è in uscita nelle edicole un volume intitolato “Michael Jackson in Italy”, contenente 100 foto inedite dell’artista scattate durante i suoi tre tour italiani (allo Stadio Flaminio di Roma nel 1988, allo Stadio Brianteo di Monza nel 1992 e allo Stadio Meazza di Milano nel 1997) nonché la documentazione relativa a tutte le presenze in classifica di Michael Jackson – singoli e album – sul mercato italiano negli ultimi trent’anni.

     Edito da “M&D Musica e Dischi”, la storica testata specializzata nell’industria musicale, il volume – in 116 pagine a colori, con poster allegato, in vendita a 8,90 Euro – è firmato da Bruno Marzi, unico fotoreporter presente a tutti e tre i concerti italiani dell’artista, e costituisce una preziosa, emozionante testimonianza delle apparizioni live di Michael Jackson nel nostro Paese.  Le classifiche di vendita in Italia – che “M&D Musica e Dischi” redige ininterrottamente dal 1960 – vedono  questa settimana l’artista tornare a monopolizzare le graduatorie, con ben 8 album e 9 singoli (compresa “We are the world”, il brano simbolo di USA for Africa dell’85 di cui fu promotore) nelle prime 50 posizioni. Il volume sarà in edicola a partire da martedì 14 luglio.

     

    Gi otto:qualcosa da ridire e il giallo Michelle.

    9 Luglio 2009

    Penso sia proprio ora di finirla con le maestrine della penna rossa che continuano a bacchettare il nostro paese. Ma chi sono questi maestri di vita?

    Possono gli Americani il cui past-past president negava reali prestazioni sessuali orali da parte di stagiste farci la predica ogni volta. Gli Inglesi poi sono abituati da secoli ad avere regnanti o aspirani tali che sposano una e vanno a letto con un’altra.

    E i Francesi? Sarkozy ha divorziato appena eletto presidente e alla velocità della luce ha sposato la Bruni, che ha snobbato le first ladies per un giro propagandistico a L’Aquila con George Clooney (e Veltroni, redivivo). Fosse arrivata Mara Carfagna con Clooney i benpensanti avrebbero probabilmente ricominciato con la storia delle veline.

    Non voglio difendere stili di vita che non mi appartengono ma provo un forte risentimento quando chi non ne ha titolo vuole insegnarmi a vivere.

    Ho trovato invece eccezionale l’abito di Michelle Obama: un giallo adatto a Giotto. Soprattutto perchè se lo è tenuto per buona parte del giorno e lo ha rimesso anche oggi (magari è un’altro) aggiungendo un golfino in tono e raccogliendo i capelli in uno chignon.

    Carramba che emozione!!!

    6 Luglio 2009

    stemma-30nnale-corso-auc1.JPG

    Beh, gli ingredienti c’erano tutti e anche in abbondanza. Ritrovarsi trent’anni dopo il servizio militare era di per se un evento da circoletto rosso. Che l’avessimo organizzato in un mese, un secondo circoletto. Che fossimo più di metà, da tutta Italia, a Roma, terzo circoletto rosso.

    Anche la Carrà avrebbe fatto Bingo con una tale riunione. L’emozione è stata per me fortissima non tanto per l’incontro in se ma per il modo in cui ho riconosciuto molti dei miei compagni di corso di trent’anni fa.

    Il passo, il tono e la cadenza della voce, gli occhi. Incredibile.

    Sotto il porticato della nostra Prima Compagnia (ieri impraticabile per lavori) dopo una mezz’ora avrei potuto chiudere gli occhi e riconoscerli quasi tutti dalle voci che mi riportavano alla mente le battute e gli intercalari di allora.

    Alla Cecchignola, la Scuola delle Trasmissioni (l’Hotel Perotti come la chiamavamo noi) strutturalmente è la stessa, ma all’interno è cambiato tantissimo.

    Ieri all’ingresso ci hanno accolto due ragazze in mimetica che trent’anni fa avrebbero mandato la maggior parte di noi in visibilio. Formali ma gentili, attente a questo gruppo venuto a guastare la quiete di un sabato in caserma. Oggi, di sabato, la caserma è come uno dei tanti uffici della capitale: vuoto.

    Non ci sono più militari di leva, picchetti armati ordinari o meno, personale militare di servizio alle mense o alle camerate. Non c’è più l’armeria. Il Circolo Ufficiali, con i nuovi regolamenti aperto a tutti i militari, in questo week end funziona solo per noi che abbiamo deciso di fermarci a pranzo.

    Passiamo all’aula magna della palazzina Mario Fiore e il nostro ex istruttore, oggi tenente colonnello comandante del centro, e uno dei nostri colleghi di corso ( ten. colonnello anche lui) ci parlano un po’ della loro attività. Di come i soldati delle Trasmissioni oggi garantiscano il collegamento con tutte le nostre unità operative nel mondo: Afghanistan, Iraq, Balcani, Africa. Dell’addestramento che è destinato ai reporter delle zone operative che lì sono formati per realizzare servizi filmati di qualità broadcast per i network internazionali e fotografie, documento di operazioni di norma ad alto rischio.

    La sorpresa e l’emozione dell’incontro lasciano spazio  all’emozione e all’orgoglio di essere tutti un poco parte di quel mondo, che oggi sentiamo ancora più nostro e più vicino.

    E’ per questo che ci ritroviamo emoziati e stupiti, un po commossi, soddisfatti, ma certamente più orgogliosi.

    Nel passo, nel tono, nella voce, negli occhi. Incredibile.

    Italian Style 2: Clerici for president.

    27 Giugno 2009

    clerici.jpg

    Wimbledon, oggi. Venus Williams, in una pausa con la Suarez Navarro, cerca di rinfrescarsi passandosi sul collo una bottiglia di acqua gelata ed è subito notata da Rino Tommasi che sottolinea il gesto. Implacabile Gianni Clerici, supera se stesso con un sospirato: ” Beata la bottiglia.”

    Dopo il link su Tommasi&Clerici del post precedente (sull’articolo di Time), questa nota non poteva mancare soprattutto perchè dobbiamo necessariamente mettere in evidenza l’abissale distanza fra il colore delle parole, abilmente dosate, sempre con un atteggiamento decisamente dandy, da questa piacevolissima coppia di commentatori, rispetto a quanto espresso da premier, politici, avvocati e giornalisti quando, le vicende di Silvio Berlusconi hanno raggiunto la dimensione hard (oggetto di precedenti post). Certe performance hanno fatto passare Vittorio Sgarbi per un seminarista.

    E dire che di buoni maestri ce ne sono sulla piazza.

    Gli esperti di comunicazione del premier continuano a tacere.

    PS per i puristi dell’Italico Stile. Le note di Time sono forse un po’ eccessive: checchè se ne pensi Clerici è il secondo italiano (e l’unico giornalista) ad essere inserito nella Hall of Fame del tennis di Newport

    Italian Style

    26 Giugno 2009

    Il presidente del Consiglio ribatte on la sua consueta verve ai suoi detrattori urbi et orbi: “Gli italiani mi vogliono così!”.

    Il “gate” barese si allarga, convocato Vendola, i giornali vicini al premier parlano di escort rosse alla Camera per l’entourage di D’Alema.

    Eccezziunale verammente avrebbe detto Abatantuono. Qualcun’altro potrebbe suggerire che siamo al trash finale.

    In tema c’è anche un articolo sul sito di Time che rigurada lo stile tipicamente italico di commento del tennis di Gianni Clerici e Rino Tommasi.

    E la escort diventa showgirl. Gli inquirenti preoccupati.

    22 Giugno 2009

    La più gustosa notizia del TG1 delle 13 riguarda il Barigate. In se è già ridicola ma il tono in cui è stata letta e il contesto ancora più esilaranti.

    … C’è preoccupazione per la facilità con cui è possibile fare fotografie e registrazioni nei palazzi del Governo, a contatto con il presidente del Consiglio.

    Wow che geni. Pensa se lo avessero saputo quelli che hanno tentato di violare il perimetro di sicurezza di numerosi eventi che hanno visto protagonista Berlusconi. Se invece di sampietrini, transenne e armi contundenti varie si fossero dotati di una escort convertibile a showgirl * avrebbero potuto fare un macello. Come nelle migliori spy story.

    Ancora più gustosa è la dichiarazione di Chirac a cui il premier italiano avrebbe mostrato una rivista osé, vantando performance con alcune signore ritratte in quelle pagine. Nuova bufera. Accuse e controaccuse. La stampa e gli avversari incalzano. E all’estero è ancora peggio. I comunicatori di Berlusconi continuano a tacere affidando all’avv. Ghedini le sorti dell’impero. (o dell’imperatore).

    Non credo sarà facile uscirne con questi metodi.

    * Dopo aver parlato di prostitute, divenute escort, alcuni cronisti ora usano showgirl. Potere dei media. Ma a proposito di escort …
    Una Escort convertibile ce l’aveva un mio collega intorno al 1985. Era di un verde assurdo. Meglio se Ford fosse rimasto alla opzione iniziale “solo nero”.

    Codifichiamo?

    20 Giugno 2009

    qrcodemsg.png

    Abbiamo un nuovo gioco per utenti tecnologicamente sempre insoddisfatti: scambiarsi messaggi con icone codificate QR come quella che vedi sopra.

    Il sistema è stato studiato in Giappone per riconoscere parti meccaniche ma molti creativi assicurano un futuro nella comunicazione interpersonale.

    Con il telefonino puoi riprendere l’immagine riprodotta da qualche parte e decodificarla con un software. Per il momento sembra che il sistema serva soprattutto ad eliminare il fastidioso inserimento manuale di dati.

    More information and links at http://it.wikipedia.org/wiki/Codice_QR

    che in qerrese si dice

    qrcodewiki.png

    Piglia prima di tutto? Un premier non si difende così.

    18 Giugno 2009

    Visto da lontano.

    Ennesimo scandalo mediatico per il Presidente del Consiglio. Nuova potenziale strarlette alla ribalta. Accuse di sfruttamento della prostituzione che trasforma la/le starlette in prostitute.

    Le solite accuse, le solite reazioni indignate (da una parte e dall’altra).  La magistratura avanza, le starlette gongolano: avranno il loro spazio sui media e molto probabilmente una remunerazione che non si sarebbero mai sognate.

    La prima pagina paga oggi assai di più di una buona laurea e molti sono disponibili a fare carte false per essere inseriti nella lista Piglia prima di tutto, raggruppamento vicino alla politica di cui costituisce una vera corte dei miracoli. Mi scuso, Miracoli con la Maiuscola viste le inimmaginabili trasformazioni che hanno prodotto, soprattutto su persone emerse dal nulla. Una vera e propria Creazione.

    Non credo che Silvio Berlusconi e i suoi sostenitori abbiano più peccati  da farsi perdonare che gli antagonisti ma sono d’accordo con Giuliano Ferrara che oggi sul foglio rimarca che  Un premier non si difende così.

    Est modus in rebus. Uomini della comunicazione del premier, che avete questo privilegio, fate sognare anche noi comunicatori una volta tanto.

    menti matematiche: che fregatura!

    14 Giugno 2009

    dali-dvd.jpg

    Un mese fa eravamo a Figueres, affascinati da Salvador Dalì. Qualche giorno dopo a mio figlio è subito saltato all’occhio in libreria un DVD dal Festival della Matematica, abbinato alla rivista Le Scienze in collaborazione con Musica per Roma, dal titolo:

    LA QUARTA DIMENSIONE E SALVADOR DALI’. THOMAS BANCHOFF.

    Avevo già seguito sui canali satellitari alcuni momenti dei Festival della Matematica con grande interesse, per cui pregustavo un analogo appagamento.

    Delusione. Il video è realizzato da un amatore neanche bravo, ma soprattutto i due eminenti professori parlano su immagini proiettate alle loro spalle che non si vedono. Ridicolo. Buffo anche anche quando i due prof. si scambiano il collegamento al video del proprio computer o quando Banchoff si riferisce alle immagini che tu spettatore del DVD non puoi vedere.

    Già considerare l’opera di Dalì in due dimensioni è arduo, parlare della quarta dimensione senza vedere immagini è assurdo.
    Ma qualcuno di  Le Scienze ha seguito quest’opera?

    Chiederò a Piergiorgio Odifreddi, organizzatore del festival [che un giorno mi nominò suo “agente” segreto per aver regalato il suo libro Incontri con menti straordinarie a una trentina di amici] se è al corrente di questa “imbecillità” che rasenta la truffa a mio avviso e che porta il marchio del suo festival.

    Coglionate!

    7 Giugno 2009

    Dal Devoto Oli:

    coglionata (co-glio-na-ta) s.f. prop. Atto o parola che denoti stupidità [Der. di coglione]

    Ne ho sentite e lette veramente tante di coglionate in questa campagna elettorale. E anche viste.

    Spero che gli elettori riportino le cose nella loro giusta dimensione con un voto dal significato elquente:

    “Giù la testa, coglioni.”

    Ancora vittime della libertà di … tutto

    27 Maggio 2009

    toscano-copia.jpg 

    Se avessi smesso di fumare oggi ricomincerei. Probabilmente lo stress come indicano gli esperti.

    Fortunatamente non ho mai smesso di fumare poichè il fumo è uno dei piaceri che mi riservo. Gli Antichi Toscani, le miscele da pipa che incomprensibili politiche commerciali mi hanno costretto a fare da me, hanno un saporte sempre più spesso “particolarmente autentico” e la tecnica del fumo mi permette di rilassarmi come nient’altro. occorre comunque un po’ di applicazione.

    I fumatori sono in aumento (notizia del giorno) probabilmente per stress da crisi, dicono. Capita spesso che le peggiori situazioni di stress portino al fumo, normalmente purificatore alla fine dell’impresa. Penso a Jeff Goldblum, militante salutista, che si fa un sigaro cubano dopo aver infettato e distrutto le astronavi aliene in Independence Day, o il finale della battaglia bene-male dell’ Ombra dello scorpione di Steven King.

    Come al solito non è il fumare in se che fa male, è l’abuso. Come per le notizie. E i divieti.

    Il grandi palchi del rock

    25 Maggio 2009

    on-the-stage.jpg 

    On the stage è un libro veramente speciale per chi è appassionato di musica. E’ scritto da un architetto, Cesare Molinari da Verona, che ha analizzato favolosi allestimenti che hanno entusiasmato generazioni.

    Le foto sono di Bruno Marzi, che conosco da sempre, e da sempre insegue i più fantastici e prestigiosi aventi musicali con le sue fotocamere.

    Cesare, che invece ho conosciuto ieri alla presentazione del libro, è un tipo tosto che conosce ogni particolare di un palcoscenico ma non è a suo agio a calcarlo: è un un professionista del backstage, uno di quelli su cui puoi contare quando sei in scena.

    Bruno sta di norma sotto il palco per cogliere momenti che molti altri si perdono e ritrovano poi nelle sue foto.

    C’è un po’ di teoria, le fasi progettuali, l’architettura dell’evento, light design. Poi alcuni progetti particolarmente significativi , da Jovanotti  fino a Roger Waters con the Wall.

    Le foto iniziano con i Pink Floid a Parigi nel ‘77, poi gli Stones a Torino, quindi Springsteen al Meazza. Poi tornano i Pink Floid ma all’arena di Milano, The Wall a Postdammer Platz a Berlino, ed è il 1990. E gli U2, Peter Gabriel, Liga al campovolo, il Vertigo Tour, Radiohead, Kiss, Vasco, e infine Madonna.

    Mi piace in modo particolare  che sia Cesare che Bruno affrontano il loro lavoro ricercando una nuova cultura professionale. Se amate la musica, ma anche l’architettura, ma soprattutto se siete in cerca di nuove emozioni non lo potete perdere.

    ON THE STAGE, i grandi palchi del rock.  Cesare Molinari e Bruno Marzi, Stampa Alternativa.

    I volti della passione

    25 Maggio 2009

    volti.jpg 

    Qualche mese fa incontrai Salvatore Gio’ Gagliano poichè cercava un supporto speciale per stampare al meglio alcune fotografie per una sua mostra.

    Vidi il soggetto rimasi di sasso.

    Aveva riprodotto quadri e sculture famosissime utilizzando come interpreti molti ragazzi che stanno alla Cascina Lavino dell’Anffas, dal mio amico Giorgio Guala. Bellissimi.

    In particolare Gio’ cercava da me un supporto per valorizzare al massimo le fotografie delle sculture: La Pietà di Michelangelo, ricostruita con una magistrale interpretazione di Roberta e Andrea e Amore e Psiche di Canova, ancora Roberta e Alessio. Purtroppo non avevo quel che gli serviva. Sarebbe stato un grande piacere collaborare a questo progetto.

    Credo sia una delle più intense realizzazioni che ho avuto modo di vedere. I 23 lavori sono stati in mostra a Vercelli e prossimamente saranno esposti a Torino. Non perdeteveli.

    Gratta e perdi quel poco che ti rimane.

    20 Maggio 2009

    www.ilmessaggero.it/…/20090405_prurito.jpg

    Milano, oggi, zona Quarto Oggiaro. In un immenso centro commerciale gruppetti di due o tre persone a pochi metri dall’ingresso. All’apparenza persone non particolarmente facoltose ma, non si può dire. In ogni gruppetto uno ha in mano vari tagliandi (almeno 5 o 6) ed è impegnato a grattare la pellicola dorata mentre con gli altri spera nella mano fortunata. Operazione frenetica ma mi colpisce lo sguardo di ognuno: attesa e delusione. Uno poi gratta una combinazione vincente di scarso valore: comunque deluso. Facce comunque da invasati.

    Non conosco l’offerta del gestore della fortuna ma mi colpisce un distributore automatico di tagliandi con pezzature a partire da 5 o 10 euro. Poi vedo le macchinette del videopoker. Altro gruppo di fuori di testa.

    Ricordo quando mia nonna mi mandava giocare i numeri al lotto, ogni settimana; il nonno la schedina. Due strategie, due passatempi che riempivano spesso un pomeriggio.

    Oggi a parer mio un gruppo di disperati si stava giocando gli ultimi denari. Se si facesse una statistica credo che il contagio supererebbe di certo quello della recente influenza messicana e forse anche le vittime.

    Arrivare alla fine del mese è sempre più difficle. Nessuna notizia di decreti legge urgenti in merito.

    L’X_FACTOR è un gene, ma bravi si diventa

    26 Aprile 2009

    http://www.tbsod.com 

    Non ho seguito attentamente il talent show di Rai 2. Qualche spezzone qua e là ma mi sono visto la finale e tutta la puntata post finale in cui The Bastard Sons of Dioniso (secondi classificati al televoto della finale per 16 voti) hanno veramente surclassato tutti gli altri concorrenti, compreso il Matteo trentottenne vincitore.

    Se l’X_FACTOR è quel qualcosa in più che permette a qualcuno di emozionarci, di farci voltare o di catturare la nostra attenzione fra il rumore della folla, TBSOD ce l’hanno avuto tutte le volte che li ho visti (mentre Matteo no) e credo meritassero per questo di vincere.

    Matteo ha vinto a mio avviso perchè aveva più mestiere e qui ritorna il mio vecchio adagio sulle doti che ti sei ritrovato e quanto invece puoi acquisire.
    Bravi si diventa infatti … a furia di intelligenza, perseveranza, metodo, talento (Jacques Séguéla).
    Forza Bastard.

    D’Orazi e Curiazi

    19 Aprile 2009
    http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/spettacoli/200904articoli/42910girata.asp MILANO - Stefano D’Ora­zio, batterista dei Pooh dal 1971, quando sostituì Valerio Negrini deciso ad abbandona­re la scena per essere solo auto­re (il 5˚ Pooh dietro le quinte), lascia la storica formazione. E sarà sostituito. Gli altri tre Po­oh infatti non vo­gliono sentir parla­re di scioglimento. La notizia circolava da parecchio tem­po. Ora è ufficiale.  (Mario Luzzatto Fegiz, Corriere.it)—-

    Il 5° dietro le quinte, chicca fra le chicche. Neanche Fegiz può sottrarsi all’incantesimo del giornalista incantato.

    Ma l’argomento è un altro. Le dimissioni da Pooh di Stefano D’Orazio inizialmente sembravano essere l’inevitabile decisione di un musicista ormai appagato della sua sfolgorante carriera, senza figli propri da crescere (vedi l’articolo di Fegiz, per “i figli di altri”). Molto più interessante è invece il punto di vista imprenditoriale.

    Insomma a lui il ruolo faticoso della locomoti­va. Il gruppo ha una sede pro­pria alla periferia sud di Mila­no con uffici, sale di registra­zione, capannoni e molti dipen­denti fissi, dove vengono alle­stiti i faraonici spettacoli che li hanno resi famosi. Così, quan­do D’Orazio ha deciso di abban­donare, ha chiesto una grossa buona uscita. L’accordo, dopo estenuanti e litigiose trattative, è stato raggiunto. Ad aggravare le tensioni, l’ul­timo progetto discografico nel quale la band propone una se­rie di successi di altri comples­si. Il disco, prodotto con gran­de cura e molto reclamizzato, è andato bene. Non così il tour: i fans non si sono mostrati di­sposti ad ascoltare dal vivo i Po­oh con canzoni diverse da quel­le del loro repertorio.  (Mario Luzzatto Fegiz, Corriere.it)

    Anche per i Pooh la crisi è una crisi di contenuti, di proposte, di idee imprenditoriali imperfette. E una crisi di valori. E di rapporti visto il livello di contrasto all’interno del quartetto riportato dai media.

    I tre (anzi 4 con Negrini) che rimangono, non dovranno soltanto cercarsi un nuovo batterista, sarebbe troppo facile. Devono trovare anche un manager adatto ad un momento particolare e cercare una nuova fonte di creatività, magari riposizionandosi per rianimare i loro fans (che io non sono ma mentre scrivo sto ascoltando Palasport: mi piace creare l’ambiente).

    Forse potrebbero utilizzare l’investimento di Roby Facchinetti in Francesco, ricercando l’X-Factor che oggi manca.

    Bonne chance.

    Vergogna!

    15 Aprile 2009

    Ore 13. Il ministro Tremonti viene intervistato dal TG1 perché ha dato la possibilità ai contribuenti di destinare il 5 per mille alle vittime del terremoto in Abruzzo e alcune associazioni già beneficiarie dell’obolo pensano che la loro “fetta” si ridurrà.

    Non ho parole. Tremonti ha risposto salomonicamente, da aministro che non vuole alimentare polemiche.

    Io toglierei il 5 per mille a chi ha protestato.

    “Cemento armato, la grande città, sento la vita che se ne va.”

    14 Aprile 2009

     cemento.jpg 

    Incidente sull’autostrada TO-MI ho più tempo per ascoltare la radio sulla fragilità delle case crollate nell’Aquilano. Colpa della politica.

    Ma perchè? Come può essere un sindaco colpevole della qualità del cemento armato? E un governo.

    Se vogliamo fare un passo avanti (ripeto “Se vogliamo …) dobbiamo affrancarci dai luoghi comuni tipo “Piove governo ladro” e cercare, come è giusto che sia, di attribuire le responsabilità a chi le ha. Quindi se qualcuno deve rispondere della staticità di un edificio saranno: il progettista dell’edificio, chi ha fatto i calcolo dei cementi armati, chi ha eseguito l’opera, il direttore dei lavori, chi ha eseguito il collaudo. Possiamo tirare in ballo anche il geologo e l’ufficio tecnico comunale. Ma il sindaco? … e il governo?

    Un aquilano intervistato sostiene che nel cemento armato della sua casa i chiodi entravano come nel burro. E ha continuato ad abitarci? Bisogna aumentare i controlli dice “la radio”. Pazzesco. Ma ci pensate a uno che si controlla tutte le fasi di lavoro di un cantiere e, visto che risponde lui, ferma tutto ad ogni dubbio.

    Sarà come per i limiti di velocità: autostrada a due corsie, in una zona soggetta a lavori: 60 all’ora con autovelox. A volte ho visto anche 40.

    Se la società in cui viviamo continua a perdere valori preoccupandosi solo delle responsabilità siamo destinati al disastro.

    Voglio dire che mi sembra che si continui la ricerca del colpevole e si legiferi per identificare bene le responsabilità, non per prevenire i danni e le vittime. Intanto qualcuno muore sempre, l’importante è che si trovi subito chi sarà incolpato. Se poi sarà giudicato colpevole e dovrà pagare è proprio un’altra storia.

    Continuiamo, … a dare, … i numeri!

    5 Aprile 2009

    da il tempo.it

    Hanno vinto. Poco importano i numeri. Guglielmo Epifani e la Cgil hanno vinto la loro prova di forza. Alla fine dichiarano che la «marea rossa» che ha invaso Roma era composta da due milioni e 700mila persone (200mila secondo la Questura). Ed è un numero che è anzitutto un messaggio politico. Più di quelli portati in piazza dal Pd lo scorso 25 ottobre (2 milioni e mezzo), meno di quelli che, sempre al Circo Massimo, si strinsero attorno al «cinese» Sergio Cofferati che c’è anche stavolta e merita, comunque, un po’ di rispetto.

    Se i numeri non importano perchè spendere tutte queste righe mettendo a confronto le ultime adunate? In più se Epifani ha vinto quelli della Questura dovrebbero cambiare mestiere, perchè da 200.000 a 2.700.000 occorre moltiplicare per 13,5. quindi c’è un errore di valutazione del 1350%. Come sarà andata? Possibile che il giornalista non abbia sentito la necessità di chiarire la questione? E nemmeno il suo caporedattore?

    Devo dire che ogni volta che ho partecipato a un evento di massa e il giorno successivo ho letto i resoconti, ho pensato che dalla tribuna stampa la visuale spesso non è il massimo.

    Ma forse è una questione di età. Infatti ai miei tempi si imparava a fare i conti a mente e a contare velocemente, poi con un po’ di esperienza sapevi quante persone potevano stare in una piazza. Penso infatti che il cronista, a cui faccio i miei migliori auguri per il suo futuro, sia un giovane redattore spero non precario: se fosse della mia generazione saprebbe che il leader dei Rokes, idolo di Epifani, salito sul palco, si chiama “Shel” Shapiro e non “Shal”.

    People First: Berlusconi “pesca” addirittura dai comunisti

    4 Aprile 2009

    Londra agosto 2008 

    Dopo l’uscita di Silvio Berlusconi che commentando i lavori del G20 di Londra ha chiuso un intervista con “… people first.”, i suoi avversari lo hanno accusato di aver copiato lo slogan del PSE, il partito socialista europeo, per le prossime elezioni.

    Se propio vogliamo essere precisi più di 2 anni fa Newsweek attribuiva lo slogan “Put the people first” al presidente cinese Hu Jintao. Infatti riflettendo sul boom cinese il giornalista analizzava il percorso compiuto dalla Cina dalla rivoluzione culturale, al momento in cui Deng Xiaoping annunciò che “To get rich is glorious” (sempre Newsweek) dando il via al nuovo modello economico cinese.

    La crescita industriale della Cina stava però creando grandi dfferenze fra le condizioni sociali delle nuove zone industriali e le campagne, divario che stava preoccupando il presidente Hu Jintao che vedeva la possibilità di frizioni e contrasti interni fra nuovi ricchi e poveri.

    Put the people first divenne quindi una visione per superare le contrapposizioni interne a questo enorme paese che stava diventando una potenza economica.

    Put the people first è anche lo slogan di una manifestazione delle sinistre che si è tenuta a Londra in occasione del G20.

    Al di là della primogenitura considerare innanzitutto le persone mi sembra un bel modo di porsi. Si potrebbe cominciare realmente a farlo nella vita di tutti  giorni?

    E perchè non un piano alberghi?

    3 Aprile 2009

    hotel-california1.jpg

     I dati confermano che il turismo è una delle risorse dell’Italia ed una delle possibili aree di sviluppo nonostante la crisi.

    E allora perchè non estendere il Piano Casa agli alberghi? Oltre all’innesco di una attività edilizia importante per l’economia, costruiremmo anche le premesse per sviluppare un’offerta di livello per quel che riguarda l’ospitalità.

    Capire la crisi è possibile

    31 Marzo 2009

    Vengo da un incontro in Confindustria Vercelli Valsesia dove il professor Marco Fortis mi ha dato la prima analisi credibile della crisi economica e della situazione italiana. Finalmente ho ascoltato un economista che non ha fatto un comizio, che ha confrontato dati provenienti da fonti ufficiali in contrasto fra di loro (i dati OCSE di oggi, ad esempio) e soprattutto ha illustrato con inusuale chiarezza i numerosi punti deboli ma anche i numerosi punti forti del nostro sistema paese, confrontandoli con quelli delle economie dei paesi europei e degli Stati Uniti.

    Visti i numeri, il Sistema territoriale italiano sembra solido, nonostante il debito pubblico, il divario nord-sud, l’eccessiva tassazione confrontata con il livello di servizi pubblici, la burocrazioa, la lentezza della giustizia. La crisi sarà pesante per il nostro paese soprattutto per il crollo delle esportazioni.

    Ma il basso livello di indebitamento delle famiglie ridimensiona il nostro deficit globale. Il basso livello di esposizione delle banche rende il nostro paese meno critico rispetto a Stati Uniti, Gran Bretagna, Olanda, e la produzione industriale 2008 ridimensiona anche il tanto decantato sorpasso della Spagna.

    La crisi sarà dura, anche se il numero elevato di piccole e medie imprese (definite “ammortizzatore implicito”) limiterà il rischio dei licenziamenti di massa, e alla fine, come per ogni crisi, ne usciremo globalmente “più piccoli”.

    Significativi anche gli interventi di Sergio Loro Piana e Savino Rizzio, già presidente degli industriali vercellesi e valsesiani. Loro Piana ha ribadito la necessità di “intuire cosa ci sarà dopo la crisi” ed ha evienziato un percorso virtuoso basato sul controllo esasperato dei costi, sull’analisi profonda degli investimenti, su una maggior disciplina, sull’innovazione e sulla ricerca. “Chi consegna valore soffre meno” ha concluso Loro Piana.

    Savino Rizzio ha esortato le banche a mandare in pensione Basilea 2 e valutare le aziende “infrangendo le regole con buonsenso” e Angelo Barbarulo, direttore generale di Biverbanca, ha subito colto la sollecitazione parlando della necessità di stabilire un nuovo livello di relazione fra banca e impresa, con una particolare attenzione alle realtà più piccole.

    Mi sarebbe piaciuto vedere un confronto di questo livello a Porta a porta. Complimenti a tutti.

    E’ il momento di assaporare il sottile piacere della vita lenta

    24 Marzo 2009

    habita46.jpg 

    Roberto Apostolo su Repubblica fa un bel ritratto della mia città: Vercelli.

    http://viaggi.repubblica.it/dettaglio/Il-sottile-piacere-della-vita-lenta/216264?ref=rephpsp3

    Se leggete l’articolo non potete non eleggerla vostra prossima tappa. E pensare che Apostolo non vi ha nenche parlato delle specialità che troverete in città e nei dintorni.

    Il riso ovviamente, dal mitico Carnaroli a scendere, che potrete gustare nell’esecuzione tipica vercellese: la panissa, salame, fagioli, brodo di cotiche, vino rosso, che potete anche usare per innafiare il piatto appena servito. Spaziale.

    Nell’attesa potete farvi un assaggio di salami sotto grasso con un buon bicchiere di Gattinara, rosso ovviamente.Se è stagione un fritto di rane vi riconcilerà con il mondo contadino che forse avevate dimenticato. E poi i  dolci: i biscotti Bicciolani e la Tartufata, una torta che vi conquisterà.

    Che aspettate, fra pochi giorni le risaie cominceranno a essere allagate e se vi spingete fino a Camino, potrete ammirare uno spettacolo unico.

    Draghi forse non ti ho capito …

    17 Marzo 2009

    Il Governatore della Banca d’Italia critica gli Osservatori del credito presso le prefetture:

    No ad ”interferenze politiche” nella valutazione dell’erogazione del credito, che deve rimanere un’attivita’ riservata alla competenza e alla professionalita’ delle banche. L’azione dei prefetti di monitoraggio non deve ‘’sconfinare” in ”pressioni sulle banche” per allentare i criteri di ‘’sana e prudente gestione”. Il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, torna sulla questione degli Osservatori presso le prefetture, voluti da Giulio Tremonti, per rimarcare il ruolo esclusivo degli istituti di credito nel giudizio sui progetti industriali e quindi sull’opportunita’ di finanziarli. (ASCA)

    Non sono sicuro che Draghi abbia mai dovuto chiedere un finanziamento a una banca, ma potrebbe acoltare la radio. Uno spot radiofonico di una associazione di categoria (CNA credo) inquadra perfettamente la situazione:

     … banche: ti danno l’ombrello quando c’è il sole e quando piove lo rivogliono.

    I disastri borsistici e non solo degli ultimi anni hanno ampiamente dimostrato quanto anche le banche possano sbagliare per cui dare piena fiducia al sistema mi pare quanto meno malaccorto.

    E poi io mi fido molto di più del mio Prefetto.

    Varietà economica vs Ordine economico

    16 Marzo 2009

    Questa mattina da facebook mi è giunto un nuovo commento sulla crisi economica che continuo a non capire, ne tantomeno capisco quali sono le soluzioni che i governi intendono adottare per uscirne. Ribadisco che non credo sia compito del governo risolvere i problemi della Fiat, dell’Alitalia o delle banche, ma, detto questo, cercherò di illustrare cosa penso i governi debbano fare.

    Sono convinto che stiamo osservando la crisi con strumenti inadatti, troppo vecchi, o con i parametri regolati su un passato completamente diverso dal contesto attuale. Non stiamo guardando al futuro. In più credo che la visione sia monodimensionale (sostenere il reddito affinchè si ricominci a spendere) mentre oggi più che mai è necessaria una visione multidimensionale.

    Ashby nel 1956, propose la teoria della molteplicità necessaria, evidenziando come per risolvere un problema di un certo livello di viariabilità sia necessario un approccio con un livello almeno pari di variabilità.

    Applicato a oggi per me significa che non possiamo pensare di risolvere una situazione particolarmente complessa con soluzioni semplicistiche (indennità di disoccupazione, piano casa, …). Tutt’al più possono essere interventi tampone.

    L’aumento della varietà di un sistema economico spesso ha un nome: innovazione. Per generare innovazione occorre un sistema istituzionale ad elevata varietà. Ma questo significa abbattere “santuari, chiese, parrochie e parrocchiette” della politica e dell’economia, e anche dell’impresa. (Magari col piano casa … battutaccia)

    Oggi abbiamo l’occasione per dare all’Italia la “varietà istituzionale” che serve puntando all’innovazione istituzionale, armandoci di “varietà economica” per combattere “l’ordine economico” che ci ha condotti al punto in cui siamo. Con un ordine istituzionale che ha premiato le imprese meno innovative e più bisognose di sostegno. Che vede ogni attività imprenditoriale come un rischio, mentre è un’opportunità. Attraversare la strada è un rischio ma rinunceresti a farlo?

    Non è il liberismo (ne lo statalismo) che ci salverà ma la capacità di innovare. E mentre l’innovazione tecnologica da un beneficio a chi la persegue, l’innovazione istituzionale da un beneficio a tutti.

    A meno che la maggioranza degli italianì si reputi soddifatta dello status quo e si tenga lontana dall’incertezza dell’innovazione e rinunci all’ebbrezza di un primato che tutte le volte che abbiamo percorso quella strada abbiamo ottenuto;  e si accontenti  dell’emozione del Grande Fratello (ogni altro reality si senta pure chiamato in causa) e rischi in borsa i risparmi di una vita. Che spero vivamente perda.

    Pecunia non olet

    16 Marzo 2009

    L’altro giorno, nell’ufficio di un amico, mi sono soffermato a rileggere un famosissimo brano di Einaudi:

    “Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. E’ la vocazione naturale che li spinge: non soltanto la sete di denaro. Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, abbellire le sedi, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno.
    Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie e investono tutti i loro capitali per ritrarre spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi“.  L. Einaudi

    Ed ecco forse la principale ragione della crisi che ci sta colpendo. Le nuove generazioni di imprenditori hanno preferito la finanza all’industria, perchè potevano trarre utili di gran lunga superiori di quanto avevano fatto i loro antenati o predecessori.

    Basta preoccuparsi di fabbriche, operai, sindacati, ambiente, che richiedono comunque un lavoro e una dedizione continua: meglio la finanza; meno fatica, meno sudore, più emozioni … e poi non puzza di fabbrica.

    Il Papa non può scusarsi per i suoi collaboratori imprudenti, ma non solo …

    14 Marzo 2009

    Era già successo con Ratisbona, poi un battibecco con Al Zawahiri, (vedil’articolo Modelli e comunicazione di due anni fa) poi con il lefebvriano Williamson, ora con il portavoce padre Lombardi. Il capo della Chiesa Cattolica non può continuamente scusarsi per le cattive (o artefatte) interpretazioni del suo pensiero (o agire) o per fare ammenda delle alzate di ingegno di ministri del culto di vario livello.

    Anni fa essendo stato nominato responsabile della comunicazione e immagine di una multinazionale, mi sono accollato l’onere di ogni errore che l’azienda (compreso il suo capo) avesse compiuto in quel campo. Ricordo alcuni colleghi stupiti per questa posizione professionale che a me è sempre sembrata indispensabile. Il rischio era ovviamente calcolato e faceva parte di una strategia.

    Non riesco a pensare che il “grande capo” si debba giustificare personalmene per cose di cui non è direttamente responsabile o che siano da attribuire ad una errata (o abusata) interpretazione delle sue direttive, o se semplicemente per qualsiasi ragione, deve fare marcia indietro.  Il “grande capo” deve avere un “parafulmine”. Se no a che serve un portavoce o una struttura di PR.

    Nel caso di Benedetto XVI la cosa è un po’ più complicata poichè il Papa della Chiesa Cattolica e riconosciuto dai suoi seguaci come il “portavoce” del Padre e soprattutto è cosiderato infallibile. Quindi, a maggior ragione, non deve scusarsi con nessuno ma trattare lui gli argomenti che lo riguardano direttamente.

    Credo comunque che più che i portavoce e consulenti di immagine del Vaticano, Benedetto XVI avrà una impresa titanica da compiere affinché agenzie, periodici e quotidiani, radio e tv, web news, non continuino a riportare le beghe interne alla Curia  Romana, le lotte intestine fra prelati, dichiarazioni di sacerdoti non solo contrarie al credo cristiano ma alla morale. Ci vorrà un grande impegno e credo sarà necessario tralasciare per un po’ la filosofia e riprendere vecchie abitudini che, grazie a Giovanni Paolo II e al suo modo di fare, hanno portato la chiesa cattolica a contribuire alla trasformazione del mondo e all’appianamento di divergenze quando ce ne sono state, ma non a mettere in discussione il fondamento della propria fede, se mai, ogni volta, a rafforzarlo.

    Leggete bene: lo stupratore non è un frate!

    14 Marzo 2009

    Firenze, barbona picchiata e stuprata

    Corriere della Sera - ‎1 ora fa‎

    FIRENZE - Stava dormendo, come d’abitudine, nella stazione di Firenze, quando un uomo, un domenicano di 35 anni, l’ha aggredita, picchiandola selvaggiamente e poi l’ha violentata. Sono stai gli agenti della Polfer a interrompere gli abusi sulla barbona

     

    Non è che me la prendo sempre con i giornalisti, ma insisto perchè quelli che riportano notizie (anche la rassegna stampa di Google News) gestiscano bene il potere che hanno. Linkandosi al Corriere è riportato chiaramente che lo stupratore è dominicano, ciòè nativo della Repubblica Dominicana.

    E dire che con un po’ di attenzione è facile individuare quali sono le parole che più si prestano a incidenti di questo tipo.

     

    Tifosi risarciti? forse c’è speranza per la Pro Vercelli

    12 Marzo 2009

     foto-brochure-pro_pagina_1_immagine_0001.jpg

    Un giudice di Napoli ha condannato la Federazione Italiana Gioco Calcio a risarcire un gruppo di tifosi che avevano intentato una causa per l’ingiusta retrocessione del Napoli in ottemperanza al Lodo Petrucci.

    Mi sono chiesto se anche i tifosi della Pro Vercelli potrebbero intentare una causa per l’ingiusta squalifica della squadra e l’assegnazione dello scudetto all’Inter nel 1910. All’epoca la Federazione costrinse le Bianche Casacche a giocare la finalissima con i nerazurri, senza alcuni calciatori chiave impegnati con la rappresentativa militare.

    Al di la del titolo che non andrebbe a rendere ancora più eccezionali quegli anni, ci sarebbe un record mancato che la società vercellese acquisirebbe con piacere. Quello della serie di scudetti vinti. Infatti i bianchi furono campioni d’Italia nel 1908, nel 1909, nel 1911, nel ‘12 e nel ‘13. Quel titolo 1910 avrebbe permesso di realizzare un filotto che sarabbe attualmente imbattuto.

    Sogni di vercellese. Non proprio. Un libricino sulla storia del campionato 1910 (Un gioco da Ragazzi di Carlo Fontanelli, Geo edizioni) sostiene che, secondo il regolamento federale e i giornali dell’epoca, il Campionato Italiano (riservato a squadre con giocatori italiani) , la Coppa Buni, è vinto dalla Pro Vercelli, mentre l’Internazionale è appaiata alla Pro nel Campionato Federale dove possono giocare anche gli stranieri, da cui lo spareggio.

    Magari con l’indennizzo (rivalutato) si potrebbero risollevare le sorti attuali delle Bianche Casacche. Altrimenti occorre trovare prorpio uno sceicco arabo o un magnate russo che decida di comprarsi un pezzo fondamentale della storia del calcio italiano per riconquistare l’ottavo scudetto.

    Ma perchè continuiamo a farci del male?

    12 Marzo 2009

    Alla radio (Radio1 Rai) questa mattina disquisivano sulle probabilità che un evento come quello di Stoccarda (ex studente che uccide ex compagni e professori) possa prima o poi accadere anche in Italia. Pareri vari più o meno motivati. Mancava il martini e le olive (forse per l’ora) ed era una classica discussione da bar.

    Non è questione di essere esperti o meno di statistica e non è neanche necessario aver letto Nicholas Nassim Taleb (Giocati dal Caso, Il Cigno Nero, …) per sapere che eventi di quel genere non sono assolutamente prevedibili. Anzi sono gli eventi che le statistiche non prendono per niente in considerazione se non per stilare una classifica delle vittime.

    La necessità di riempire palinsesti di 24 ore, e la ristrettezza dei mezzi a disposizione delle emttenti, hanno creato una serie di opinionisti infinita. Fra quelli interpellati questa mattina c’erano anche Ficarra e Picone che peraltro se la sono cavata molto bene.

    Continuo a scuotere la testa. Poco prima a Radio 105 sono stato messo in guardia contro l’excursus della temperatura.

    Purtroppo questa crisi di professionalità dura da molto più tempo di quella economica: anni fa a radio rai riuscirono a dire che all’Istituto Superiore di Sanità aveva lavorato anche Ian Fleming, lo scopritore della penicillina. Ian al massimo ha l’onore di avere scoperto James Bond; Sir Alexander (lo scopritore della penicillina) non avrà neanche perso tempo a rivoltarsi. Forse potrebbe essere utile raccogliere tutte queste perle e pubblicarle, il libro potrebbe diventare un successo come Io speriamo che me la cavo.

    Per ora accontentiamoci del blog

    Corona for president?

    11 Marzo 2009

    Fabrizio Corona si sta imponendo nel reality La Fattoria e, stando all’attenzione che gli dedicano numerose testate, riscuote un certo successo utilizzando con sottile ingegno le sue doti di leader. La competizione non mi sembra però alla pari. Le sue due antagoniste nella “Casta”, il livello dei vip del reality,  sono Linda Batista (la Denise di Incantesimo) e l’arcinota Marina Ripa di Meana. vedremo con i prossimi arrivi.

    Mi ha incuriosito questo argomento (non seguo il reality) per il tono di numerosi articoli sulla carta astampata e on line. Corona ha ricevuto moltissimi elogi anche dai partcipanti allo show come Marco Baldini che ha dichiarato “… si vede che manda avanti un’azienda nella vita privata, ha il piglio del comando e sa organizzare il lavoro.”

    Il fotografo commenta: “«La Casta e i contadini sono allineati, come ho voluto io. Diciamo che chi governa deve governare bene, non deve fare valere il suo potere come un sopruso. Deve farsi sentire allo stesso livello, deve aiutare, deve spingere a lavorare dandogli degli stimoli. Non deve essere un rapporto capo-dipendente, ma tutti insieme, anche se hanno una vita agiata, lavoriamo insieme per un unico e singolo obiettivo che è quello di ottenere il risultato». (vedi lastampa.it).

    Anche l’uomo di fatica Rocco (o Fatigador come viene definito) sembra apprezzare : “… quando dai gli ordini devi avere una certa nobiltà… chi è nobile dentro sa anche come dare gli ordini».

    Complimenti a Corona che aggiunge (sempre da lastampa.it): ” … Linda e Marina non impartiscono gli ordini con ordine, ma lo chiamano per delle semplici cavolate invece dovrebbero fare come faccio io e dargli determinati compiti regolarmente secondo uno schema preciso. Siccome poi lui non li ascolta, vanno via di testa e soprattutto Linda non lo tratta con rispetto come meritano tutte le persone che lavorano. Diciamo che Rocco ascolta solo gli ordini miei e che però si è dato e si è dimostrato essere umile senza alcun problema.”

    Che si stia preparando per scendere in campo?

    La Littizzetto mi piace anche quando non c’è niente da ridere.

    22 Febbraio 2009

    da Panorama.it 

    Bel passaggio poco fa da Fazio a proposito dei barboni.

    A proposito di quei poveracci morti di fame e di freddo ha invocato un decreto che obblighi all’idratazione e all’alimentazione forzata.  “Se possiamo farlo per i moribondi, a maggior ragione per i vivi e vegeti” - ha rimarcato.

    Ma il meglio è stato quando ha parlato a quelli che il barbone l’hanno bruciato offrendo una soluzione alternativa ai momenti di noia: “… legarsi un cordino ai testicoli e giocare al tiro alla fune.”

    Un messaggio anche per le madri che sostenendo che nonostante questa efferata violenza sono dei “bravi ragazzi” no fanno altro che rimarcare la loro responsabilità. “Avete cresciuto queste teste di minchia e ce li avete sbattuti per la strada.”

    Al di là della verve credo che il successo di Luciana sia dovunto anche al fatto che esprime, senza mezzi temini, quello che molti di noi pensano e che vorrebbero sentire dai politici e dai telegiornali.

    PD: anche Il Sole da i numeri

    21 Febbraio 2009

    da Il sole 24 ore.com:

    L’assemblea costituente del Pd ha scelto a larga maggioranza -con una percentuale attorno al 75 per cento dei delegati, poco più di mille, presenti sui 2800 che ne fanno parte- di eleggere oggi il nuovo segretario -che resterà in carica fino al congresso d’ottobre- anziché sciogliere l’assemblea costituente. Il conteggio ufficiale non è ancora stato comunicato, ma il responso appare chiaro.

    Le virgole e gli incisi fanno diventare la matematica un’opinione. E anche i grassetti.

    La “larga maggioranza” è il 75% dei delegati presenti. Che sono poco più di 1000 su 2800: più o meno il 35%. Il 75% del 35% fa circa il 26%, sostanzialemnte 1 su 4 che è difficile identificare come “una larga maggioranza”.

    Un vero peccato che in un momento così delicato non solo per il PD ma per la politica italiana quasi due terzi dei delegati abbiano deciso di non partecipare all’assemblea.

    Un’altro passo curioso dell’articolo cita:

    “Alle 2.000 sedie iniziali sono state aggiunte altre quattro file per consentire la presenza anche a ospiti e a semplici militanti arrivati alla Fiera di Roma. “

    Tutti si lamentano.

    14 Febbraio 2009

    “Tutti si lamentano: principi, sudditi; nobili, plebei; vecchi, giovani; forti, deboli; dotti, ignoranti; sani, infermi; di tutti i paesi, di tutti i tempi, di tutte le età, di tutte le condizioni.”

     Blaise Pascal (1623-1662)

    Ma cos’è questa crisi …paraparapappappà

    7 Febbraio 2009

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    I tempi cambiano. Il Quartetto Cetra, storico gruppo ai tempi del dopoguerra affrontava la crisi con una canzonetta a mio avviso molto significativa.

    Non se la prendevano con il Governo, con la finanza internazionale, ne tantomeno con la guerra (Corea o forse già Vietnam) ma le soluzioni mi sembrano più interessanti di quelle che si sentono oggi.

    Se hai tempo non perdere il Lambrett Twist (dei Cetra ovviamente) su YouTube

    Ma cos’è questa crisi, ma cos’è questa crisi.
    Si lamenta l’impresario, che il teatro più non va, ma non sa rendere vario, lo spettacolo che dà, “ah la crisi, e capirai la crisi, ”
    Ma cos’è questa crisi, ma cos’è questa crisi.
    Metta in scena un buon autore faccia agire un grande attore e vedrà, che la crisi passerà!!
    Un riccone avaro e vecchio dice: ahimè così non và, vedo nero nello specchio. Chissà come finirà?  
    “ah la crisi, mmm la crisi mmm”
    Ma cos’è questa crisi, ma cos’è questa crisi.
    Cali fuori il portafogli, metta in giro i grossi fogli e vedrà, che la crisi finirà!!
    Si lamenta Nicodemo della crisi, lui che và al casino di Sanremo, a giocare al Baccarà:”Signori c’è la crisi in giro, la crisi”
    Ma cos’è questa crisi, ma cos’è questa crisi.
    Lasci stare il bevazzare, cerchi un po’ di lavorare e vedrà, che la crisi passerà!!
    Tutte quante le nazioni si lamentano così, conferenze riunioni ma si resta sempre lì. “Signori c’è la crisi, ohoh, è la crisi”
    Ma cos’è questa crisi, ma cos’è questa crisi.
    Rinunziate all’opinione della parte del leone e chissà, che la crisi passerà!!
    L’esercente poveretto non sa più che cosa far e contempla quel cassetto, “eh bah ma la crisi boh bah la crisi ehhh”
    Ma cos’è questa crisi, ma cos’è questa crisi,
    Si contenti guadagnare quel che è giusto e non grattare e vedrà, che la crisi passerà!!
    E persin la donna bella alla crisi s’intonò e per far la linea snella digiunando sospirò “ah la crisi, maledizione la crisi”
    Ma cos’è questa crisi, ma cos’è questa crisi.
    Mangi un sacco di patate non mi sprechi le nottate e vedrà che la curva tornerà!!
    Ma cos’è questa crisi, ma cos’è questa crisi.
    I gerani metta fuori circolare miei signori e chissà, che la crisi finirà!!
    Ma cos’è questa crisi, ma cos’è questa crisi.

    Il “contratto” di Obama

    23 Gennaio 2009

    Ieri sono finalmente riuscito a leggere attentamente il discorso del nuovo presidente degli Stati Uniti e subito mi è venuto in mente il contratto con gli italiani siglato da Silvio Berlusconi nello studio di Porta a Porta.

    Non  mi mandate subito a quel paese. So benissimo che siamo su piani profondamente diversi ed è proprio questa immensa distanza con il modello americano che mi è parsa subito chiara.

    Gli Stati Uniti sono un grande paese perchè sono in grado di passare da Bush a Obama. Dopo due mandati di Bush. Così come erano passati dai democratici ai repubblicani dopo due mandati di Clinton. L’Italia è un piccolo paese perchè non è in grado che di passare da Berlusconi a Prodi, da Prodi a Berlusconi, e oggi da Berlusconi a …? a chi?

    Ma non è solo questo. Obama ha indirizzato un messaggio preciso a tutti. Ma non  ha parlato di “giovani”, ha detto che la scuola, i college, le università, dovranno essere trasformate “to meet the demand of a new age.”

    A chi lo accusa di eccessiva ambizione ribatte: “… hanno la memoria corta, perchè hanno dimenticato quel che questa nazione ha già fatto, quello che persone libere, uomini e donne, possono ottenere quando l’immaginazione è unita ad un obiettivo comune, e la necessità al coraggio.”

    Obama ha dichiarato chiaramente a chi dirà Si e a chi dirà No perchè chi gestisce ”il denaro pubblico deve fare bene i conti, spendere saggiamente, cambiare le brutte abitudini, e fare il suo lavoro alla luce del sole, perchè solo in questo modo potrà ripristinare quella vitale fiducia fra i cittadini e chi li governa.

    Niente violenza verso i Musulmani (M maiuscola) ma solida determinazione a tendere la mano solo a chi sarà disponibile ad aprire il suo pugno.

    Possiamo immaginare qualcosa di simile pronunciato dai politici italiani, di qualunque schieramento, anche quelli che si dicono vicini per omonimia al Partito Democratico USA?

    Mi auguro che Barack Obama riesca nel suo proposito, così come mi sono augurato sempre che i governanti audaci riuscissero nei loro. Quando la politica privilegia i “risk taker, the doers, the makers of things.” Quando non dice ai cittadini che farà qualcosa per loro ma chiede il loro impegno perchè solo un popolo può cambiare il proprio destino, scegliendo la speranza invece che la paura, l’unità di intenti invece che i conflitti e la discordia.

    Non credo rimanga altro da dire, che il personaggio piaccia o no l’esempio è chiaro, e così le regole: ora si tratta di fare. “The state of  our economy call for action bold and swift.”

    Il taumaturgo Obama

    20 Gennaio 2009

    Anche i giapponesi si aspettano da Obama un tocco magico per rilanciare la propria economia. Insoddisfatti degli interventi del loro governo sperano in un benefico influsso del nuovo presidente americano.

    Che Obama debba cominciare a preoccuparsi di questa attesa ormai divenuta planetaria?

    La guerra “rende” più della pace

    12 Gennaio 2009

    Il governo di Teheran minaccia di “tagliare i viveri” (soldi e armi) ai guerriglieri di Hamas se questi accetteranno di patteggiare una tregua.

    Gli egiziani continuano un difficile lavoro di mediazione. Difficile o quasi impossibile fino a quando Hamas non accetterà l’idea che Israele sia uno stato con diritto di esistere. Idem per l’Iran.

    Anche nel governo israeliano si comincia a mettere in dubbio che il ricorso esasperato alla forza porti a risultati proporzionali all’intensità dell’intervento.

    Obama ha messo al primo posto oltre alla crisi economica, un nuovo approccio alla perdurante crisi medioorientale e la ricerca di un nuovo rapporto con l’Iran.

    Difficile a mio avviso parlare di pace se non si affronta il problema dal punto di vista economico. Finchè la guerra sarà “più redditizia” della pace trovo difficile che si possano fare passi in direzione della distensione. E in quest’ottica l’Unione Europea può a mio avviso fare molto, ma deve costruirsi una fisionomia tale da superare gli interessi dei singoli paesi e sviluppare una politica economica nel Mediterraneo in grado di affrontare tutti i problemi dell’area e mettere le basi per una convivenza civile fra culture che possono trovare più punti di contatto che di frizione.

    Snow Art

    8 Gennaio 2009

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    Terrorismo news

    8 Gennaio 2009

    La possibilità di dire qualunque cosa attraverso i mezzi di informazione, radio e tv in particolare, ci espone a un pericolo costante di abuso dei media che, inconsciamente o ad arte, creano confusione. Come il terrorismo.

    Antonio Polito (ex senatore PD e direttore de Il riformista) evidenziava ieri da Vespa che le fughe di notizie sull’inchiesta di Napoli hanno provocato: il blocco dell’assegnazione di una serie di appalti, un rimpasto di giunta, trasferimenti più o meno eccellenti, e last but not least, il suicidio di un assessore. E non è ancora nemmeno conclusa l’indagine.

    TG, ore 13 circa: quasi il 5% degli italiani è vicino alla soglia di povertà. Saldi: code in ogni dove.

    “Cosa ha comprato?
    “Una borsa.”
    “Quanto ha risparmiato”
    “700 euro, era al 50%.”

    E se la crisi mondiale fosse una trovata planetaria per riversare un po’ di costi industriali sulla collettività?

    Quanti rimpianti per il giornalismo di una volta e per la libertà di stampa continuamente attaccata e giustamente difesa. Ma libertà di stampa non significa poter dire o far dire qualunque cosa, senza misurarne le conseguenze.

    PS. La neve ha messo in difiicoltà il sindaco di Milano, e anche quello di Torino, sembra. La Moratti dice che non si poteva prevedere una simile nevicata e la carenza di sale antigelo.

    Mi sono domandato (ma i giornalisti no): ma il prepararsi a calamità naturali è un problema del Sindaco? Non ci sono uffici tecnici preposti? Semmai il Sindaco (e la politica in generale) hanno il compito di procurare le risorse per attuare quei progetti (ordinari o straordinari) che i tecnici predispongono.

    E la guerra continua

    28 Dicembre 2008

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    Dopo il viaggio a Gerusalemme, in Palestina e in Giordania del luglio scorso provo ancora più disgusto nel vedere i disastri provocati dagli uni e dagli altri in una guerra che mi sembra sempre più assurda. Le scaramucce fra India e Pakistan invece mi irritano da sempre, in particolare da quando tantissimi anni fa (credo alle medie inferiori) partecipammo ad una campagna di raccolta di fondi per combattere la fame in India che, dopo qualche anno, se ne usci con il suo primo esperimento atomico. 

    Ora gli Iraniani annunciano di voler mandare aiuti ai Palestinesi forzando il blocco navale israeliano. Occorre un intervento.

    Un vero peccato che il Natale non abbia nessun significato per questi popoli e che il 25 dicembre 2008 possa essere ricordato come l’inizio della teza intifada.

    Vi lascio due immagini del muro al confine verso Betlemme, che mi paiono significative.

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    Lost in translation II

    27 Dicembre 2008

    Nel Vangelo di San Matteo si legge

    “É piú facile che un cammello passi dalla cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei Cieli”.

    In realtá San Geronimo, che tradusse dal greco al latino il testo, interpretò la parola “kamelos” come “cammello”, mentre l’esatto significato é “grossa fune utilizzata per l’attracco delle navi”.
    Il senso della frase resta sostanzialmente lo stesso, ma acquista molta piú coerenza.

    A parte ciò, si spiega perché gli scaricatori del porto di Genova di chiamano “CAMALLI”

    Il racconto di Natale da Paolo Coelho

    24 Dicembre 2008

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    Qulche anno fa ho mandato un messaggio a Paolo Coelho a proposito di un “assolo aritmetico” ne Il diavolo e la signorina Prim. Da quel momento ogni anno a Natale ricevo, come tanti altri lettori, un raccontino natalizio. Un bel modo per ricordarsi di dire grazie.

    Penso Coelho non abbia nulla da obiettare se allego il racconto.

    Racconto di Natale da Paolo Coelho

    Lost in translation

    21 Dicembre 2008

    In teoria parliamo tutti la stessa lingua e quindi dovremmo intenderci. In realtà il confronto avviene sul linguaggio, e qui accade di tutto.

    Ormai da tempo l’Italia che dovrebbe contare (visto che appare sempre di più sui media a sfornare di tutto) utilizza codici non condivisi che si basano su significati diversi per “segni” (parole, immagini, eventi) identici.

    Un esempio per tutti “QUESTIONE MORALE” che impegna politica, esperti, media (e addetti ai lavori in genere) in complessi slalom linguistici, nel contempo giganti e speciali (gli slalom). Tutti ne parlano ma ognuno ha la sua visione e il suo quadro di riferimento. I magistrati che non si occupano di morale, di visione e di quadri ne hanno altri e credo neanche condizionata dalle leggi vigenti. Addirittura ci sono interpretazioni e significati territoriali tanto che si ipotizzano soluzioni di area (vedi Saviano docente di legalità).

    Quel che mi appare particolarmente buffo e che in Italia, oltre alle prevedibili difficoltà che molti devono affrontare in sede internazionale a causa della lingua, si sviluppi un crescente livello di incomprensione interno a cui contribuiscono maggiormente quelli che vorrebbero spiegare tutto (da Vespa alla D’Amico).

    E allora? Come fa Sarkozy a capirsi con la Merkel? non parlano la stessa lingua sono su posizioni diverse ma si capiscono. Perchè usano lo stesso linguaggio. 
    E Obama e Mc Cain, fieri antagonisti che si intendono subito dopo il più rivoluzionario match elettorale degli USA? Linguaggio comune (in particolare su fronti diversi ma prima di tutto americani).

    O valori di base comuni, è la stessa cosa. Per chi ha dimestichezza con la filosofia è facile fare paralleli con il relativismolinguistico ed arrivare a conceti come incommensurabilità. Sembra complesso, in particolare se come me non avete studiato a fondo queste teorie, ma vediamo di semplificare.

    La nostra carenza cronica (come sistema Italia) è la mancanza di valori comuni significativi per lo viluppo del paese e il benessere comune. In sostanza i vari schieramenti sono incommensurabili, non hanno nessun punto di vista chiave in comune e non potranno, perdurando questo stato di cose, che portarci verso una situazione peggiore, limitando le possibilità di recupero. E’ come una zavorra, una palla al piede. E’ noto a tutti che l’Italia va sempre un po’ peggio rispetto alle altre economie, credo per questa zavorra culturale che il genio e l’audacia di pochi non riescono a colmare.

    Quindi è opportuno cambiare registro e cominciare a definire i valori fondanti e il significato condiviso dei termini, e quindi dei programmi e delle decisioni che ne conseguono.

    Non potremo mai trovare la strada se usiamo un navigatore con mappe vecchie, o comunque diverse a seconda del momento e di chi le usa.

    Il problema è c’è qualcuno in grado di cambiare lo status quo e invertire questo trend. Anche a noi italiani servono un Obama e un MC  Cain contemporaneamente.

    Matricole e meteore

    19 Dicembre 2008

    Per l’ennesima volta mi sono perso il mio sketch con Ezio Greggio, che puntualmente viene proposto dalla trasmissione di Italia 1 condotta da Enrico Papi.

    E come ogni volta, la mattina successiva all’emissione, colleghi di lavoro o conoscenti mi chiamano per dirmi: “Ti ho visto in tv con Ezio Greggio.” Tralascio commenti sull’età.

    Così è successo anche questa mattina. Il servizio è andato in onda ieri sera.

    Ho incontrato Ezio Greggio più o meno trent’anni fa. Lui presentava al teatro Sociale di Biella il suo film Sbamm. Io stavo girando un servizio sulle manifestazioni popolari della provincia di Vercelli (di cui Biella allora faceva parte). Siamo finiti in una birreria a raccontarci di tutto, condendolo con patatine e ketchup.

    Un comune amico ci aveva messi  in contatto per promuovere una manifestazione benefica a favore dell’ Anffas. Girammo alcune scenette. Greggio amava il “telegiornale umoristico” e in quell’ora di amenità live, fece di tutto.

    Non so quanto abbia contribuito a creare la Strisica la notizia di Antonio Ricci, ma in quello che facemmo quel giorno c’era proprio tutto lo stile, l’ambiente, il taglio (anche se non ancora raffinato) di uno dei più grandi successi della tv commerciale italiana.

    Purtroppo quel materiale, che era già deteriorato, è andato perso. Spero di riuscire almeno a recuperare una copia di quanto è andato in onda ieri a Matricole e meteore.

    Mi piacerebbe prima o poi di incontrare nuovamente Ezio Greggio, magari per supportare insieme una delle attivitùà di solidarietà che sia lui che io abbiamo continuato ancora a fare.

    Auguri Alitalia.

    15 Dicembre 2008

    Fiumicino: 29 gennaio 2007

    Sperando che le cose migliorino. La foto é di qualche anno fa a Fiumicino.

    Ci credono una banda di cretini?

    15 Dicembre 2008

    Bernard Madoff, 70 anni, ex presidente del Nasdaq, è stato arrestato nei giorni scorsi con l’accusa di aver ideato una frode da 50 miliardi di dollari.

    Non male come apertura, eh?.  Ma il bello viene dopo.

    Gli agenti dell’Fbi (io scriverei “del FBI”, ma riporto la grafia del Sole 24 Ore) hanno arrestato il finanziere alle 8,30 di giovedi scorso “trascinandolo” davanti al giudice alle 6 del pomeriggio. Il giudice lo ha rinviato a giudizio stabilendo una cauzione di 10 milioni che Madoff ha regolarmnente pagato tonandosene a casa.

    Ci si deve avvalere delle migliori menti della finanza per decidere così rapidamente se sacrificare 10 milioni dei 50 milardi rubati!

    I lanci di agenzia non contengono questa osservazione quindi neanche gli articoli in merito.

    La risposta alla domanda nel titolo è allora: Si.

    PS.  da Wikipedia

    La tecnica prende il nome da Charles Ponzi[2], un immigrato italiano in USA che divenne noto per avere applicato una simile truffa su larga scala nei confronti della comunità di immigrati prima e poi in tutta la nazione. Ponzi non fu il primo ad usare questa tecnica, ma ebbe tanto successo da legarvi il suo nome coinvolgendo 40.000 persone e raccogliendo oltre 15 milioni di dollari. [dilettante, nota mia]

    Lo schema di Ponzi si è sviluppato nel tempo in varianti più complesse, pur mantenendo la stessa base teorica e continuando a sfruttare l’avidità delle persone.

    Giornalisti che passione.

    10 Dicembre 2008

    La tv è sempre più trash, anche nelle fasce un tempo cult.
    TG1 oggi alle 13, servizio sullla neve. Intervistata una signora per strada.

    Domanda: “E’ molto che aspetta? ( si presume un mezzo pubblico)
    Risposta: “… un quarto d’ora.”
    D: “E a cosa pensa sia dovuto il ritardo?”

    Per fortuna esiste il telecomando?

    Ma perchè “patner”?

    7 Dicembre 2008

    Molto spesso in tv o alla radio (e in discorsi in pubblico ) ho sentito giornalisti, oratori, personalità dire “patner” invece che “partner”.

    Per non parlare di baipartisan o bipartizan.

    “Dramma dell’ignorancia” diceva il Gipo cantautore. (Citazione per pochi).

    “Non sanno leggere l’ora.” Ma dai!!!

    7 Dicembre 2008

    Eppure sembra sia proprio così, stando al servizio di Radio 1 RAI alle 12 di oggi.

    Siamo a Novosibirsk (Russia) dove una associazione di volontariato si occupa di ragazze madri. Ci può sembrare assurdo ma alcune giovani madri devono essere profondamente aiutate nella percezione del tempo. Non c’era traduzione ma il “… dobbiamo insegnare a leggere l’ora …” poteva essere una non perfetta conoscenza della nostra lingua, anche se come è stato presentato il servizio, ad una scoltatore non troppo attento poteva dare l’impressione di un livello inaudito di sottosviluppo. 

    Comunque sembra incredibile che nel 2008, si debba insegnare a qualcuno che il pianto di un bambino esprime una condizione di disagio piuttorsto comune (fame i solito, qualche disturbo, necessità fisiologiche espletate da asportare, ..) e non un fastidioso rumore di cui liberarsi, abbandonandolo o peggio.

    E dire he la maggior parte degli animali ha una cura innata per i propri cuccioli e a volte anche per quelli degli altri.

    Comunicazione e solidarietà

    24 Novembre 2008

    Sabato scorso abbiamo realizzato una insolita operazione di fund raising, organizzando un corso di comunicazione d’impresa il cui ricavato sarà destinato a potenziare il progetto di avviamento allo sport per persone disabili. E’ un’idea sorta nell’ambito del Lions Club a sostegno del progetto Casa albergo del Sestriere realizzata in occasione delle paralimpiadi.

    Ne approfitto per ringraziare i 35 partecipanti che hanno gremito il teatro di posa che ci ha ospitati e in particolare Federico Gai, Sonia Tarricone e Giulia Silvestri che mi hanno aiutato, gratuitamente e con grande professionalità, a condurre la giornata.

    Abbiamo chiesto per un corso di una giornata solo 150 euro (compresi coffee e lunch) che serviranno per finanziare un nuovo corso sportivo per principianti disabili, cercando di creare una prima iniziativa che desse un reale beneficio a chi partecipa permettendoci di raccogliere una discreta somma. A quanto pare è andata bene.

    Speriamo di rifare presto questa singolare esperienza.

    Stress da crisi finanziaria? o da olimpiadi. Ma va là.

    30 Ottobre 2008

    La libertà di informazione da una conquista diventa una minaccia. Non solo malattie psicosomatiche colpiscono persone che hanno subito salassi dall’andamento delle Borse ma anche persone che in borsa ci mettono al massimo la spesa, e che sono traumatizzati dalle notizie della tv (soprattutto).

    Queste nuove patologie richiederanno una attenta valutazione - dicono gli esperti - e la predisposizione di servizi adeguati.

    L’ostacolista cinese Liu Xiang consultera uno spicologo (almeno 3 dicono) per riprendersi dall’infortunio all’apertura delle Olimpiadi cinesi. Infatti l’importante era partecipare e lui si è rotto alla prima falsa partenza ed ora è in crisi.

    Siamo in un mondo di “fuori di testa” e se il cinese può far ciò che gli pare mi sembra che sia ancora più fuori di testa chi pensa che la sanità pubblica debba occuparsi (gratis) dello stress da gioco in borsa (attività non obbligatoria come giocare d’azzardo).

    Spero che chi lamenta uno stress da sovraesposizione ai media venga obbligato a non usare più internet, non leggere giornali, non guardare la tv, passando magari ai classici della letteratura o del cinema in oratori convenzionati con l’ASL.

    Ma mi faccia il piacere, avrebbe sbottato Totò.

    Diamo una scuola a 50.000 bambini in Burkina Faso

    25 Ottobre 2008

    burkina.jpg

    E’ un progetto che alcuni amici del Lions Club hanno avviato per affrontare la grave situazione che coinvolge i bambini del Burkina Faso e le loro famiglie.

    Giancarlo Vecchiati e Gabriella Ponchia, con l’aiuto di numerosi Club Lions, istituzioni, imprese e amici hanno sviluppato un progetto per l’istruzione primaria, coinvolgendo in Africa 14 Lions Clubs, Leo Club e autorità locali.

    La costruzione di un complesso scolastico in zone così povere necessita ovviamente delle opere murarie, poi dell’accesso all’acqua scavando pozzi, di abitazioni per gli insegnanti, delle attrezzature e del materiale didattico per gli scolari. In più occorre risolvere problemi di alimentazione e prevenzione sanitaria nonchè incentivare le famiglie che nei bambini vedono ancora una forza lavoro per le faccende domestiche, la cura dei campi e degli animali.

    La costruzione di un complessso scolastico e l’avvio di un progetto richiede poco più di 60.000 euro e il progetto prevede la partecipazione della popolazione interessata, che contribuirà soprattutto con il lavoro manuale.

    Per sostenere l’ambizioso progetto, già in fase  di realizzazione e garantire i sostenitori, è nata Con i bambini nel bisogno, una ONLUS che garantisce anche la possibilità di detrarre fiscalmente le donazioni.

    Ho lavorato a lungo con Giancarlo e Gabriella e ho deciso immediatamente di aiutarli concretamente a sviluppare il loro progetto e presto realizzeremo un website che riporterà l’avanzamento dei lavori e il rendiconto dell’attività. Nel frattempo utilizzeremo questo spazio per saperne di più.

    Intanto eccovi le coordinate se volete sostenere l’iniziativa con una donazione detraibile
    Codice IBAN IT 63 K 03223 01005 69999999
    c/o UNICREDIT Private Banking, filiale Torino Francia
    intestato all’ ONLUS  Lions “Con i bambini nel bisogno” 

    A scuola di hacking

    18 Settembre 2008

    La candidata repubblicana alla vicepresidenza degli Stati Uniti, Sarah Palin, ha subito un attacco di hacker ad una sua casella di posta elettronica privata registrata su Yahoo.
    I pirati informatici hanno diffuso i messaggi “catturati”, privati e politici, in svariati siti gossip nella rete.
    Ovviamente caos e reazioni a catena con intervento di FBI e servizi segreti.

    Un’altra agenzia per la sicurezza statunitense, la NSA, si sta invece interessando di un progetto sviluppato in un college della California dove un professore sta testando con i suoi allievi la sicurezza degli antivirus più conosciuti, sostenendo (documenti alla mano) di poterli violare tutti.

    Forse il Governatore della California (il mitico Schwarzenegger), entrato suo malgrado fra le vittime della corrispondenza rubata alla Palin, potrebbe offrire uno stage agli studenti per risolvere i problemi di sicurezza della sua compagna di partito.

    Moriamo di sicurezza

    15 Luglio 2008

    I sanmarinesi non potranno più fumare alla guida e qualcuno spera che una analoga legge sia promulgata anche in Italia. Si ridurranno certamente gli incidenti mortali: scendere dai tornanti del Titano con una sigaretta in mano (che fa pure rima baciata) è certamente un’impresa.

    Presto non sarà più possibile nemmeno avere la radio in auto e tanto meno il lettore CD. Se fumare è pericoloso pensate a quelli che hanno il volume a palla, o che cantano a squarciagola, o che ardiscono cambiare anche solo un cd, ri-anche solo ai 50 allora.

    Saranno presto proibiti anche i navigatori. Satellitari ovviamente. Il legislatore (più i CC, la Polstrada e i VVUU) si accorgerà presto che le norme previste per la tv in auto (non deve funzionare il video se vi muovete) devono valere a maggior ragione per lo schermo del navigatore con mappa (anche 3d) che, contrariamente alla tv che richiede meno attenzione, si deve fissare con lo sguardo per seguire il percorso.

    Dirò la mia, appena sarò meno adirato, sui misuratori di velocità fissati ai 50 sulle strade extraurbane.

    Ma rispetto a tutto quello che abbiamo perso, oltre alle casse dei comuni e dello stato, i cittadini hanno avuto qualche beneficio?
    Non credo. Facciamo bene i conti.

    L’Italia sta diventando un paese razzista?

    12 Giugno 2008

    Mi stupisce un po’ che a chiederselo sia Newsweek, profondamente calato nelle cultura americana, notoriamente la più razzista del mondo. Il rapporto degli americani con gli schiavi è storia moderna, anzi attualità, quello degli italiani con gli schiavi è storia antica, periodo romano.

    Ma che senso ha porsi questo tipo di domande in questo modo? Abbiamo forse considerato gli Stati uniti un mondo di pazzi killer sanguinari dopo le stragi immotivate nelle scuole, gli attentati contro persone comuni, il sostegno all’uso delle armi capeggiato dal cow-boy-gladiatore Charlton Heston. Per non parlare degli eccessi di crudeltà di Guantanamo e Abu Grahib, che chi ha visto qualcuno dei numerosi film sugli abusi delle forze dell’ordine americane, non ha difficoltà a credere veri prima ancora che le prove filmate incastrino i colpevoli. Che non sono gli Statunitensi, o gli stati uniti.

    Nuovamente il pericolo maggiore che vedo in questo modo di presentare e affrontare i problemi è la generalizzazione, il far di tutta l’erba un fascio. Generalizzare è un modo di pensare e agire che crea, di norma, conflittualità; ma anche diffidenza e paura.

    Spero sia l’effetto contrario che Barbie Nadeau, autrice dell’inchiesta Is Italy becoming a racist country?, si proponeva con il suo maldestro (credo nelle buona fede fino a prova contraria) articolo.

    droga e doping: In-dipendenti

    6 Giugno 2008

    Ieri sera ho avuto il volumetto che raccoglie i pensieri degli studenti delle scuole superiori di Vercelli che hanno partecipato a questo progetto di sensibilizzazione sui rischi e sulle problematiche connesse all’uso di stupefacenti.

    Un bel lavoro che è nato dal Lions Club di Vercelli, che ha coinvolto il CONI, l’Ufficio Scolastico Provinciale, Comune e provincia. Più ovviamente i docenti e gli studenti di 11 istituti superiori che hanno prodotto 160 elaborati raccolti nel libro.

    E ancora i medici del servizio Anestesia e Rianimazione dell’ospedale Sant’Andrea, gli specialisti in Medicina Sportiva, il dipartimento Patologia delle dipendenze e il servizio di Psicologia dell’ASL 11 più 10 avvocati.

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    Una giornata piena

    5 Giugno 2008

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    Ieri abbiamo festeggiato i vent’anni di Adverteaser e l’apertura del nuovo spazio milanese sul Naviglio. Le nostre 4C Creatività, Connessione, Coinvolgimento, Cuore hanno catturato: sia nella performance dalle 12 alle 14, sia nella festa che si è protratta oltre mezzanotte.

    Grazie a Salvatore Sagone, presidente di ADC (Agenzia della Comunicazione), a Marco Nereo Rotelli, artista, a Sandro Sciaky, manager di Samsung, a Selvaggia Lucarelli, la più quotata blogger d’Italia, a Roberto Lauro, presidente del Golf Club Margara e alla collaborazione di una quarantina di giornalisti e manager in veste di pubblico cooperante che ci hanno messo il cuore, si è creata una atmosfera particolare, quel terreno ricettivo dove le 4C possono esplodere, dando vita a momenti di intensa comunicazione.

    Volevamo coinvolgimento ma non ci saremmo aspettati tanto. Volevamo anche ritrovare vecchi amici e colleghi di lavoro e sono venuti anche solo per un rapido saluto. Grazie anche alla tecnologia Samsung.

    Grazie alla creatività dei barman, del catering, dei dj e non dimentichiamolo della nostra equipe (tutta), chi c’era ha potuto prendere da questo magma di sensazioni quel che voleva restituendo quel che voleva.

    Si è stabilita una connessione non solo con i nostri invitati ma fra di loro. Stiamo elaborando i contributi di tutti, nonchè il video che sarà on line al più presto. Intanto guardate le foto della serata.

    Siamo andati fuori tempo massimo (e me ne scuso pubblicamente con i vicini e la portineria così paziente) ma a detta di tutti l’atmosfera lo chiedeva.

    Devo un grande grazie a quelli che di persona o dimostrandoci la loro remote attention hanno riempito questa giornata. Grazie a Samsung per il supporto tecnologico: eccezionali i TV LCD HD.

    Un grazie anche a Pino Bianco, vicepresidente della Pro Vercelli, per la maglia da numero 1 e la targa per tutto il team.

    Attacco alle Poste?

    30 Maggio 2008

    Stanno girando falsi messaggi di posta elettronica intestati Poste Italiane: Misure di sicurezza che invitano a verificare il tuo conto linkandoti invece ad un altro sito. Sono sparati a caso poiché ne ho ricevuti alcuni anch’io che non ho un conto alle Poste.

    Quel che mi ha fatto sorridere è che il messaggio comincia così:

    Gentile Banco Poste Italiane Utente,Eseguiamo attualmente la manutenzione regolare delle nostre misure di sicurezza. Il suo conto c stato scelto a caso per questa manutenzione, e lei sarr adesso portato attraverso una serie di pagine di verifica di identitr.

    Per eseguire la manutenzione regolare per favore scatto qui

    Neanche lo straniero più sprovveduto riuscirebbe a parlare in questo modo.

    Povero Harry Potter!

    26 Maggio 2008

    Colpito da una direttiva comunitaria, applicata a tempo di record nel Regno Unito, anche il mago più famoso nel mondo dovrà, prima di ogni magia, avvisare gli astanti che si tratta di un gioco. Pena? … vedi la direttiva.

    Immaginatevi come potrebbe essere ricostruita la battaglia finale contro Voldemort

    Il problema della credulità popolare sfruttata a loschi fini da personaggi senza scrupoli è un grande problema. Infatti in un’epoca di bombardamento mediatico, di scoop di Striscia e inchieste giornalistiche a raffica, porte a porte e matrix per non parlar di report, iene, lucignoli e inviati speciali di rai tre, ancora c’è un sacco di gente che si lascia abbindolare da vanne marchi, zingare che offrono squarci di futuro o fatture senza fattura.

    E l’ Unione Europea interviene a salvarci tutti, cucinando il solito minestrone, urbi et orbi (che non vedono il pericolo dell’incantesimo).

    Ma non bastavano le leggi vigenti che puniscono truffe e raggiri?

    Mi sento a disagio (quasi sempre infastidito) ogni volta che viene imposto un vincolo istituzionale per salvaguardare qualche babbeo, vincolo che normalmente non risolve il problema.

    Come per i limiti di velocità. Chi guida in modo sensato lo fa indipendentemente dal limite di velocità o la perdita dei punti. Anche chi passa col rosso, sorpassa la linea continua, viaggia sistematicamente in terza corsia.

    Città e risposte. O domande.

    29 Aprile 2008

    … anche le città credono d’essere opera della mente o del caso, ma né l’una né l’altro bastano a tener su le loro mura.
    D’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.

    (Marco Polo)

    Un Marco Polo interpretato da Italo Calvino ci dà la chiave di lettura dei recenti risultati elettorali? E sempre Calvino (in La giornata di uno scrutatore) ci fa vedere quanto profonda può essere, in un sonnacchioso seggio elettorale, la capacità di riflessione i un personaggio normale, anche impegnato politicamente.

    Le città invisibili, di cui è narratore-protagonista Marco Polo è del 1972; La giornata di uno scrutatore del 1963, con un percorso durato 10 anni. Forse per molti politici delusi dal risultato elettorale vale la pena di rileggerli.

    Sorelle carissime, grazie …

    16 Aprile 2008

    Sono riuscito a resistere proprio poco al seguito di Rosy Bindi e Livia Turco, ieri sera a Porta a Porta.

    Veltroni dovrebbe salvarci da questo supplizio prendendo, ora più che mai, saldamente, le redini del PD, non lasciando cavalli e puledre a briglia sciolta. Non le sopportava neanche Giampaolo Pansa, politicamente vicino al PD. Non parlo nemmeno di Maurizio Belpietro (ospite con Pansa) che con chi si arrampica sui vetri è sempre implacabile.

    Non ho capito soprattutto perchè le due “sorelle” si ostinino ancora a giudicare con vetero pensiero il successo della Lega e con neo rammarico, l’uscita di scena di verdi e dei partiti della sinistra radicale. Soprattutto perchè questo modo di vedere rappresenta un disprezzo di fondo per gli italiani che hanno compiuto una operazione storica, riuscendo a semplificare col voto il panorama elettorale.

    In più, le due dovrebbero considerare che gli elettori non sono particolarmente interressati a sentirsi ribadire chi non ha fatto qualcosa (normalmente se ne accorgono da soli), ma votano chi si presenta nel modo più credibile e coerente. Anche se qualche volta ha alzato i toni. Certamente per la gente, i pensionati, la classe operaia, i giovani che non hanno fatto con profitto il liceo, (e poi ancora), non è facile capire certi slalom dialettici.

    E l’hic et nunc o pas d’enemis à gauche di Bertinotti? Che direbbero gli operai ai cancelli della Thyssen? Quello forse che hanno detto nel seggio elettorale. Due coalizioni, 5 partiti, sono sufficienti e ci garantiranno, nell’alternanza, una possibilità di riscatto nazionale.

    Attenti alla SIAE e non solo.

    16 Aprile 2008

    Bollini contrassegno SIAE richiesti indebitamente dalla Società che tutela gli autori e gli editori su supporti contenti opere dell’ingegno sono stati sanzionati dalla corte di Strassburgo. Si parla di possibili rimborsi.

    (cfr http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2257031)

    La confusione regna sovrana salvo che per la Siae che intima di pagare. Per la musica su internet si rifà adirittura alla legge sul diritto di autore del 1941 (cfr sito siae) .

    Come operatore del settore vorrei avere qualche certezza, così come per i concorsi a premi, e spero che fra le semplificazioni che il nuovo governo vuole introdurre ci siano anche quelle relative al mondo della comunicazione.

    Ad esempio non ti viene da ridere quando senti uno spot alla radio in cui si citano i riferimenti legislativi di un concorso ad una velocità esagerata che non permette di capire nulla? Non sarebbe più semplice rendere il responsabile dell’emittente responsabile di verificare che le promozioni dispongano delle necessarie autorizzazioni, eliminando questi aut. min. conc dlg 12345678, detti a velocità supersonica? O sarebbe troppo semplice?

    Il comune senso della spudoratezza

    14 Aprile 2008

    Gr1 sport, 8,30 circa. Il cronista annuncia un commento di Lorenzo (Jorge di nome), vincitore del MotoGP del Portogallo, e un colorito intervento di Valentino (Rossi di cognome).

    E si sente il “dottore” concludere con : “… Lorenzo è un pilota con i controca.” prontamente interrotto. E il cronista con tono da marpione di periferia aggiungere: “Abbiamo tagliato la sillaba finale.

    Ma va? non lo avevamo mica capito noi.

    Ma visto che era stato annunciato e serviva da aggancio per tutta l’audience il “controcazzi” potevate anche lasciarcelo, parola liberatrice dopo le controcazzate che abbiamo ascoltato per settimane durante la campagna elettorale.

    Questa trasgressione-censura potrebbe essere stata causata da:

    • presenza di bambini all’ascolto visto che le scuole sono chiuse per le elezioni.
    • sensibilità particolare per la casalinga di Voghera, che alla sua età potrebbe non superare certe emozioni

    Spalletti come Barack Obama

    9 Aprile 2008

    TG5 Sport, ore 13 di oggi: la par condicio colpisce anche i servizi sportivi e per non citare Veltroni il “Si può fare” di Spalletti ritorna al suo ideatore Barack Obama.

    L’apertura del servizio nella pagina sportiva del TG, “Spalletti come Barack, Obama” mi ha fatto sorridere una volta di più, in questa campagna elettorale dai toni, a mio avviso, più estranei che strani.

    Speriamo che un prossimo servizio sulla Nazionale non si debba citare, più o meno direttamente Berlusconi con Rialzati Italia.

    I creativi della scheda elettorale

    7 Aprile 2008

    Certo che ci vuole una fantasia per fare una scheda elettorale come quella diffusa dal Ministero degli Interni. E sulle regole di validazione del voto stendiamo un velo pietoso. Infatti è necessaruio apporre la croce su un solo simbolo: se croci la coalizione (nel mezzo dei due simboli) il voto è nullo.

    Non sono per niente preoccupato della tenuta democratica del bel paese e nemmeno della possibilità di annullamenti di massa di voti. Quel che veramente è scandaloso è che sia stato possibile, per l’ennesima volta, inventare un meccanismo che complica la vita alla gente e fa fare alle istituzioni una magra figura.

    Ma non si vergognano quelli che hanno messo in piedi questo guazzabuglio. E’ vero che bisogna tagliare le spese per consulenze ma un bravo grafico che mettese ordine nella scheda elettorale proprio non potevamo permettercelo?

    Queste attività di ordinaria amministrazione dovrebbero essere svolte dall’apparato tecnico del Ministero: non credo infatti che c’entrino i politici. Sarebbe ancora più paradossale.

    Nell’apparato tecnico del Ministero dovrebbe esserci un responsabile della comunicazione, anche solo il responsabile dell’URP, ufficio realzioni con il pubblico, da consultare per verificare a priori le schede.

    Se la pubblica amministrazione italiana passa per incompetente presentando il fac simile, non fa altro che alimentare il clima di sfiducia dei cittadini italiani (spreco di tempo e di denaro), degli osservatori stranieri, degli organismi internazionali.

    L’indignato speciale Andrea Pamparana ha lanciato questa mattinaun incitamento alle istituzioni : ” Forza, ce la potete ancora fare.” Mi permetto di andare un po’ più in la “Ce la dovete fare!”. Perchè ce lo dovete!

    Almeno un po’ di amor proprio, per dio!

    Diversamente abilissimi

    31 Marzo 2008

    manuel2l.jpg

    Qualcuno fra i soci storici del Golf Club Margara, forse trascinato dall’emozione, ha detto che è stata la più bella gara che si sia vista su quel prestigioso campo.
    Certo che considerare disabili i venti giocatori che con altri 80 “abili” hanno partecipato alla louisiana a squadre giocata sabato scorso sul campo di Fubine, in provincia di Alessandria, porta completamente fuori strada.
    Manuel dos Santos ad esempio (foto), vincitore dell’open di Is Molas dell’ottobre scorso, ha percorso gli oltre sei chilometri del percorso con le stampelle (ha perso la gamba sinistra) ed ha entusiasmato ad ogni partenza, compagni di gioco e spettatori, e sorpreso per la precisione ma soprattutto per l’eccezionale resistenza fisica.
    E tutti gli altri, chi in carrozzina, chi con gravi amputazioni chi con altre patologie, classificati come qualunque altro giocatore di golf: dal numero dell’handicap di gioco.
    La gara internazionale (molti giocatori provenivano dalla Francia) è stata organizzata dal Lions Club di Vercelli, in collaborazione con la Federazione Europea Golfisti Disabili e con l’Unione Italiana Lions Golfisti, con l’obiettivo di evidenziare le “non differenze” fra i giocatori (cosiddetti normodotati e disabili) e per promuovere un campus per l’apprendimento del golf dedicato a disabili, che si terrà questa estate al Sestriere dove i Lions italiani hanno costruito un hotel residence destinato all’avviamento allo sport di persone con disabilità.Un primo stage per 10 persone è già stato finanziato ed è probabile che nuovi sponsor permettano fin dall’inizio di ampliare il programma.
    Il progetto, che ha il sostegno del Fondo per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche (FIABA) e del CONI, ha particolarmente entusiasmato i soci del club di Margara, in particolare il presidente Roberto Lauro (consigliere della Federazione Italiana Golf) che ha invitato i Lions di Vercelli a presentare i progetti di campus al prossimo Open d’Italia che si terrà sul percorso milanese di Tolcinasco.
    L’eccezionale accoglienza, l’entusiasmo, ed il clima di sincera solidarietà e amicizia che si è instaurato durante questa gara, continuato fino a tarda sera, ha reso tangibile questa ricchezza: di valori e di sentimenti da condividere.

    Grazie a tutti quelli che hanno collaborato e grazie fin d’ora a chi vorrà sostenere questa iniziativa.

    TV vietata ai minori?

    12 Marzo 2008

    Ritorno a Gravina a mezzo zapping. Mentana e Vespa viaggiano in parallelo. Ma Porta a porta chiude con un servizio sulle turbe che minacciano il sonno e la tranquillità dei piccoli di Gravina di Puglia che hanno seguito in tv le vicende dei loro coetanei. I genitori lamentano insonnia, fobie, situazioni di disagio. L’esperto in studio espone la sua teoria sull’impatto emotivo  della televisione che deve essere necessariamente mediato dai genitori. Vespa conviene.

    Non posso crederci. Non credo di essere particolarmente emotivo ma mi sono sentito a disagio quando sui quotidiani ho letto i titoloni dei graffi sul muro, quando ho visto gli innumerevoli servizi filmati sulla camera della morte. Figuratevi i bambini.

    E Olindo e Rosa, minuto per minuto. Come saranno recepiti dai bambini i racconti diretti che, ripeto, mi creano qualche disagio? Se le stesse scene si fossero svolte in un film questo sarebbe stato probabilmente vietato ai 14.

    Che dici: dobbiamo vietare la tv ai minori o forse innescare un movimento di opinione che pretenda un atteggiamento diverso da parte dei mezzi di informazione?

    Facciamoci sentire.

    Amiche e amici di Grazia: Benvenuti

    10 Marzo 2008

    cover.jpg

    Se siete arrivate fin qui cliccando il mio link sul blog di Grazia avete uno speciale benvenuto. Per il mio gruppo invece la notizia che per una settimana viaggeremo in tandem con il blog di Grazia: a partire da mercoledì 12 marzo. Ho in programma, come è mia abitudine, di guardare il mondo con occhi diversi e di proporre alcuni giochi open mind. Seguite tutto il percorso e dite soprattutto la vostra, senza paura. Devo infatti notare che ricevo moltissime e-mail con commenti sulle proposte del blog, amiche e amici che si complimentano, conoscenti che mi informano di aver letto con interesse. Ma non scrivono sul blog.

    Ho chiesto ad un amico perchè non ha scritto ciò che mi stava dicendo sul blog. “Per una questione di privacy” mi ha risposto. Invece tutti noi contiamo su di voi e sulla vostra voglia di condividere mondi, reali o fantastici che siano.

    Ancora benvenute.

    http://grazia.blog.it/

    Inviato speciale

    4 Marzo 2008

    Mi sono spesso chiesto se esiste un master per i giornalisti che ad ogni tragico evento sono mandati a intervistare i passanti, i compaesani, i parenti. Un esame particolare lo devono aver sostenuto quelli che vanno a suonare i campanelli appoggiano il microfono all’altoparlate citofonico.

    Continua »

    Wow moments

    4 Marzo 2008

    E’ curioso come abitualmente si misuri la vita di una persona come il tempo intercorso fra quando ha cominciato a respirare e il momento in cui esala l’ultimo respiro. E’ altrettanto curioso constatare che di questa vita (misurata come sopra) quello che si ricorda sono gli attimi in cui … ci è mancato il respiro.

    Anni fa ho “battezzato” questi istanti wow moments. Mi piace wow perchè sa di adrenalina un eccitante che il nostro corpo produce autonomamente, e che in tensione arriva fino a 300 volte la norma in situazioni di tranquillità.

    In sostanza ci autodroghiamo, senza l’apparente possibilità di smettere. L’adrenalina eccita tutto il nostro corpo: cuore,  muscoli, reni, fegato, … meno che l’apparato digerente. Forse è per questo che gli inamorati si pensano e mangiano poco.

    Scherzi a parte occorre considerare che i wow moments che rendono la nostra vita più o meno felice,  sono il risultato di impegno e determinazione. Infatti ci serve averne di più nella quotidianità e per disporre di una dose superiore di momenti wow tutti i giorni occorre concentrarsi su un livello di appagamento ottimale, per continuare ad essere soddisfatti.

    Credo che per fare questo sia necessario costruirsi o ricercare più opportunità da scegliere, che ci danno la consapevolezza del nostro valore, e continuare non a desiderare ma a cercare l’impossibile: solo cercando l’impossibile, l’impossibile diventa possibile.

    Immagine italiana

    29 Febbraio 2008

    Nella foto la spazzatura a New York, nel 2005, all’angolo della 5a strada, altezza Tiffany.

    Non credo di essere in ritardo per commentare l’articolo sulla situazione italiana comparso su Newsweek con in copertina la spazzatura a Napoli. Non è la prima volta che il settimanale americano (a cui sono abbonato) bastona l’Italia, ma questa volta a mio avviso sono stati perfetti: nell’analisi e nelle soluzioni.

    Come ha fatto il paese de La Dolce Vita a trasformarsi nel “malato d’Europa” mentre Francia e Germania (e Spagna aggiungo) spingono a tutto gas?

    Sono solo 6 pagine che evidenziano come siano gli italiani la causa dei mali del belpaese, soprattutto il loro cinismo, il pensare prima a se stessi, alla famiglia (in tutte le sue accezioni, mafia compresa) definito most complex and intractable problem.

    C’è un parallelo con Caos Calmo, l’ultimo film di e con Nanni Moretti. Stessa situazione, stesse emozioni: disagio, timore, confusione, autocoinvolgimento. Con un’unica differenza che i personaggi del film riescono a gestire un cambiamento mentre l’Italia non ha ancora trovato la via per farlo.

    Ancora Peggy

    26 Febbraio 2008

    lhooq_color.jpg

    Sabato scorso per la terza volta, sono tornato a visitare la mostra dedicata a Peggy Guggenheim, all’Arca a Vercelli.

    Ho accompagnato gli amici del Club della Comunicazione d’Impresa dell’Unione Industriale di Torino, ed è stato nuovamente emozionante.

    E’ la prima volta che mi succede di visitare più volte una esposizione e di avere la possibilità osservare con occhi diversi le stesse opere. Abitualmente ripercorro le mostre a distanza di tempo sui cataloghi, che spesso indugiano su particolari che ovviamente falsano l’idea dell’opera.

    La Gioconda con i baffi di Duchamp L.H.O.O.Q., esposta alla fine del percorso, è poco più di una cartolina ma prima della mostra mi è capitato di vederla spesso solo in riproduzioni di dimensioni maggiori. Me l’aspettavo quindi diversa.

    Ho invece alcuni cataloghi (quello delgi Uffizi ad esempio) che addirittura riproducono l’esatta ubicazione delle opere con dimensioni e dettagli, mantenendo nel tempo buona parte dell’impatto della visita.

    Libertà di stampa e di parola

    26 Febbraio 2008

    1.45. E’ tardi ma butto un occhio sulla rassegna stampa di La7.

    La giornalista scorre alcuni giornali poi arriva a Il Manifesto in cui invece della consueta fotografia c’è una Vignetta che credo di Vauro. la giornalista legge i fumetti:

    Uno dice: “Gesù parlava ai dottori” e l’altro “Ratzinger invece li manda direttamente … al diavolo”.

    Ma non c’è scritto “al diavolo” c’è scritto “affanculo”.

    Libertà di stampa e di parola.

    Amiciii …

    24 Febbraio 2008

    Oggi numerose email mi hanno stimolato sull’amicizia. Devo confessare che frequentando vari ambienti dove l’amicizia è un valore formale, utile per sprecare pagine con scritti e ore con discorsi spesso non seguiti da comportamenti, ho un punto di vista interlocutorio.

    Ho anche ritrovato una pagina in rete che presenta vari aforismi sull’amicizia con al fondo due link: uno ad Amicizia, che rimanda a Mtv per cercare amici in genere, l’altro ad Amicizia Sincera, che rimanda a un sito per trovare l’anima gemella in cui al momento ci presentano Roberto, commerciale, single non per scelta, amorevole e coccolone, … Curioso.

    Cuba libre

    19 Febbraio 2008

    Wikipedia riporta che questo cocktail (rum-lime-cocacola) dove il sapore del rum prevale sulla coca, potrebbe simboleggiare che la piccola Cuba (poco rum, o rhum, o ron) prevale comunque sui giganti USA (tanta Coca).

    Da 49 anni.

    Oggi Fidel Castro ha annunciato il suo rifiuto alla ricandidatura, Continua »

    La politica, nazionale o estera, è sempre politica

    18 Febbraio 2008

    Mentre leggevo il fondo del mio amico Angelo D’Addesio (Noi elettori degradati al rango di tifosi, Notizia Oggi) la radio annunciava che l’Unione Europea lascia liberi gli stati membri di riconoscere, o meno, il Kosovo.

    Questa decisione, a mio avviso assurda, ha un che di consolante: il disordine politico italiano che Angelo evidenzia nelle sue riflessioni, si ritrova con le dovute proporzioni anche in Europa.

    Certo che essere uniti solo quando ci fa comodo è un bel modo di vivere. Come può pensare l’Europa di contare sullo scenario mondiale se non riesce a esprimere una posizione univoca sulle principali questioni internazionali dei vicini di casa.

    Forse che anche all’estero si sono adeguati al costume italiano che quando uno non è d’accordo si fonda un partito proprio? Lì addirittura hanno costituito un nuovo stato.

    Non entro nel merito se sia giusto o meno, se gli uni o gli altri abbiano il diritto di … mi chiedo come mai l’Unione Europea che mette vincoli dappertutto non riesca a coordinare (almeno) uno straccio di politica su questioni di tale rilevanza, che possono portare a nuovi, duri, contrasti.

    Prendo a prestito la chiusura di Angelo sul tema elezioni … Non so se davanti alla campagna elettorale (politica estera della UE, aggiungo io) augurare a tutti noi buon divertimento o buona fortuna.

    Grazie per l’assist.

    Chiese e parrocchiette, …

    15 Febbraio 2008

    La laicità è l’aria che lo stato respira, e se l’una non fosse dovunque, l’altro rischierebbe di soffocare.” Sono parole di Piergiorgio Odifreddi in una lettera aperta a Walter Veltroni in merito ai rapporti PD-Chiesa cattolica, apparsa oggi su La Stampa.

    Mi piace Odifreddi (che un giorno mi nominò suo “agente segreto” per aver regalato una quantità di copie del suo libro “Incontri con menti straordinarie” e che lui autografò tutte…) anche quando non condivido le sue posizioni, perchè argomenta in modo semplice ed esaustivo, e scrive molto bene, soprattutto chiaro.

    La lettera a Veltroni riprende un tema importante che i partiti dovranno presto risolvere: il rapporto con la Chiesa Cattolica piuttosto che il rapporto con la religione. La Costituzione italiana infatti regolamenta quest’ultimo mentre per il rapporto con la Chiesa sono stati sottoscritti e ri-sottoscritti i patti lateranensi. “Ed è fin che mai.” direbbe Odifreddi (credo). Ma non voglio entrare in questa disputa, è solo che ho letto la lettera di Odifreddi subito dopo aver letto una dichiarazione di Raffaele Bonanni (CISL) sempre rivolta a Veltroni:

    I partiti non devono invadere il campo proprio delle parti sociali.”

    Ognuno ha la sua parrocchia da difendere.

    Cittadini a tutti gli effetti

    11 Febbraio 2008

    La Rosa Blu proclamata Vercellese dell’anno 2008. Evviva.

    La società sportiva in cui gareggiano atleti con disabilità sarà insignita del riconoscimento istituito dalla Famija Varsleisa che così ufficialmente riconosce piena cittadinanza a questi sportivi e premia il lavoro di un bel team guidato da Nicoletta Storchio, Direttore Regionale di Special Olympics.

    La rosa blu è il simbolo dell’Anffas che festeggia quest’anno il cinquantesimo di fondazione. Ho apprezzato in modo particolare che l’associazione abbia da qualche tempo modificato la sua denominazione che oggi è Associazione delle famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale. Il relazionale mi sta molto a cuore poichè credo sia il fulcro di un reale cambiamento dei rapporti, spesso in crisi, fra persone, comunità, popoli, nazioni.

    Troppo seri per farcela a cambiare

    11 Febbraio 2008

    Quarant’anni fa, in novembre, ci fu da noi una alluvione. Le scuole furono chiuse e noi ragazzi ci presentammo al Comune dove i volonterosi venivano indirizzati nei luoghi più bisognosi di aiuto. Cervelli attivi dove c’era bisono di cervelli, mani abili dove c’era bisogno di mani, muscoli dove c’era bisogno di muscoli. Di teste c’era bisogno dappertutto.

    Tutti insieme abbiamo fatto un gran lavoro, gratis. Mario che volevano premiare per un salvataggio definito eroico, chiese una medaglia di cioccolato poichè non mangiava dal mattino. Umorismo fuori luogo visto il disastro? No.

    La situazione era critica: un disastro che poteva peggiorare, se non si interveniva subito. Forse perchè eravamo giovani ci siamo lanciati con entusiasmo, mossi da reale solidarietà e volontà di fare per gli altri o per noi (forse anche un sano altruismo egoista). Non so per quale ragione ma conservo ancora un accendino (non funzionante) che mi regalò un agricoltore a cui abbiamo vuotato a tempo di record un silo salvandogli il mais.

    In quel disastro ci muovevamo allegri e la nostra allegria portava speranza; ci si aiutava senza risparmiarsi e senza cercare un tornaconto. Il non andare a scuola già era un regalone.

    Ho seguito in questi giorni i leader politici.
    Sanno che la situazione è critica e se non si interviene subito il disastro peggiorerà.
    Ma quei pochi che hanno qualcosa da dire lo dicono in modo così serioso che mi spaventa, ma soprattutto vedo muscoli dove servono cervelli. Di mani abili e teste sembra non esserci bisogno.

    Andiamo a sciare sul Golan.

    31 Gennaio 2008

    Il messaggio mi ha fatto un certo effetto abituato come sono a immaginare quei territori aridi, spogli, deserti.
    Una delle notizie più carine riportate dall’Ansa (www.ansa.it) è che un rabbino ultraortodosso ha raccomandato ai suoi seguaci di non rotolarsi nella neve a scopo purificatore (9 volte come vuole la tradizione) poiché potrebbero rischiare addirittura una polmonite.

    La gara di barzellette

    30 Gennaio 2008

    barzellette2.jpg

    Venerdi 15 febbraio, ore 21, discoteca NEU [Vercelli (ex Gallery)] ritorna la Gara di barzellette per l’ANFFAS organizzata come sempre dal mio amico Gino Tarricone.
    Un ulteriore iniziativa per i ragazzi di Giorgio Guala ai quali in nostro gruppo da anni dedica progetti che più che raccogliere fondi hanno stabilito un clima di solidarietà. Cene, feste di compleanno, viaggi ed escursioni: fisicamente vicini e disponibili quando serve.

    Michele

    27 Gennaio 2008

    Un mese fa salutavamo commossi Michele che il giorno di Natale ci ha lasciati.

    Poichè mi hanno chiesto di pubblicare su una rivista un suo ritratto che ho scritto in quei tristi giorni, ho pensato di inserirlo anche qui.

    michele-e.pdf

    Non possiamo permetterci l’affaire italia.it

    26 Gennaio 2008

    La polemica per la chiusura del sito ufficiale del turismo italiano, appunto italia.it da proprio l’idea di come la politica intenda affrontare i problemi del paese: ognuno fa quel che gli pare senza assumersene le responsabilità.

    Poco importa se l’idea fu di Stanca, se Rutelli ha solo inaugurato il sito al BIT (credo), e se dopo pochi mesi è stato deciso di chiuderlo. Nessuno, tanto meno l’Italia, può tollerare che per incapacità si possano sperperare le poche risorse di cui il paese dispone per lanciarsi in percorsi quanto meno avventurosi. Continua »

    Boite-en-valise

    25 Gennaio 2008

    Ho riscoperto Marcel Duchamp visitando la mostra su Peggy Guggenheim all’Arca di Vercelli. C’è una sua boite-en-valise, il suo studio portatile, forse la prima che realizzò e che fu comprata proprio da Peggy G.

    Ho associato l’idea dei modellini e il piacere e la serenità che mi danno, al senso di inquietudine e di incertezza che i tempi attuali contribuiscono ad alimentare.

    Come la casa delle bambole o il fortino con i soldatini, o il Millenium Falcon in scala, le boites di Duchamp permettono di partecipare ad una performance artistica, di costruirsi una visione di opera d’arte o semplicemente un minimuseo personalizzabile al quale è possibile aggiungere parti di noi.

    “Tutto quello che ho fatto di importante può stare in una piccola valigia.”, disse Duchamp a Time nel ‘52.

    Sto provando a costruire la mia valise, cercando di capire cosa vale la pena che ci metta dentro: mi sembra già un’esperienza speciale. Ti rendi conto delle cose che hanno veramente valore, di quanto di bello hai fatto, delle azioni di cui ti vuoi dimenticare.

    Forse è un esame di coscienza e un modo per crescere che può essere utile a chi può ancora cambiare molto della sua vita e renderla veramente speciale.

    Cinquantenni di tutto il mondo è il vostro momento.

    Voglia di violenza

    17 Gennaio 2008

    Tutti alla Sapienza o tutti in Piazza San Pietro? Braccio di ferro. Ci contiamo e vediamo chi vince. E se si organizzasse una disfida stile Barletta o tipo Orazi e Curiazi.

    Allucinante. Dai due fronti mi sembra ci sia voglia di menare le mani. Sia gli uni che gli altri dovrebbero essere invece pacifisti (auto dichiarati). Eppure tutti buttano benzina sul fuoco. Incredibile.

    Credo sia necessario un intervento del Papa (non del prof. Ratzinger) che inviti all’uso della ragione. O quanto meno del buon senso. Soprattutto da parte cattolica, senza tirare in ballo il Vangelo.

    Senza dimenticare che reagire in modo violento in nome di presunte libertà (o limitazioni della libertà) porta indubbi vantaggi. Da una parte o dall’altra puoi finire in Parlamento e sistemarti per la vita.

    Piroso batte Vespa?

    15 Gennaio 2008

    A onor del vero bisogna dire che Vespa era sommerso la spazzatura. Anche in studio.

    Piroso a cominciato brillantemente su La7, ndp (niente di personale), che è andato piacevolmente al di là del tempo massimo grazie a De Gregori, Afef, Pansa, Confalonieri, un live guitar-solo del leader dei Negramaro, la figlia della Betancourt e una bella performance di Stefano Pesce sul disastro alla Thyssen. Ho dimenticato il giornalista dell’espresso che non è riuscito a intevistare Grillo e penso sia tutto. Bella anche la sigla. Il tono molto brillante, rispettoso ma risoluto a dire la propria anche con Confalonieri.

    Il frullato di spazzatura sul primocanale invece era la rappresentazione televisiva di un cassonetto. Non solo perchè c’era vera immondizia in studio, ma soprattutto perchè gli ospiti erano prima che di tutto, di più. Troppi. Per quanto sia bravo Vespa non può pensare che qualcuno, alla 1 di notte, stia a vedere o sentire un tale guazzabuglio di individui, pensieri, argomenti, ragioni, torti, … sperando di capirci qualcosa.

    Ma certamente l’auditel gli darà ragione. La spazzatura da sempre tira.

    Lemur street, storie di vicinato

    15 Gennaio 2008

    L’altra sera mi sono perso Lemur Street (can 421, Animal Planet). Mi ha colpito il trailer ed ero curiosissimo.

    Mi sono immaginato un mix fra l’Isola dei famosi, West side story, e una soap opera (a scelta).

    … Questa avvincente “soap” narra le vicende delle due bande nell’arco di un anno: dalla stagione degli amori in marzo, quando i maschi dominanti alzano un po’ troppo la cresta e subito sono messi al proprio posto dalle femmine agguerrite, …” dice la guida di SKY.

    Beautiful? No i protagonisti sono LEMURI, predatori del Madagascar, dicono progenitori delle scimmie. Ma senti la descrizione della guida SKY:

    … ad animare la bellissima riserva protetta di Berenty, nel sud est della meravigliosa isola tropicale, ci pensano due gang di lemuri in lotta per la difesa del proprio territorio.

    Ciascuna banda è capeggiata da una femmina perché, nelle società di lemuri, non sono i maschi a comandare.
    La Graveyard Gang (la banda del cimitero) è guidata da Crystal. I membri della sua banda, tutti parenti, sono piuttosto tranquilli e tendono a rimanere confinati nella loro casa - un vecchio cimitero - protetti da una recinzione di foglie di sisal.
    Electra, una paranoica solitaria, è invece a capo della Tornado Troop (la banda Tornado) i cui membri sono alquanto instabili e per niente tranquilli.

    Spero di non perdere la prossima puntata.

    Emergenza rifiuti

    14 Gennaio 2008

    Sen non ci fosse da piangere sarebbe tutto da ridere. Poichè da molto tempo per me la solidarietà è un valore veramente importante e un impegno costante, abbinarla ai rifiuti mi sembra quantomeno inopportuno (se conosci il significato di solidarietà). Se poi solidarietà è una delle tante parole che puoi inserire nei tuoi discorsi o nei tuoi articoli, allora è tutt’altra cosa.

    Sembra che i rifiuti della Campania (o meglio, di Napolie Caserta) siano un problema di tutta la nazione e che qualcuno debba far qualcosa per solidarietà, pena l’additameno al pubblico ludibrio.

    Tocca alla politica? certamente non all’Esercito. Ecco che ne pensa un celebre napoletano: “ … in politica un impegno ci vuole. uno prima s’impegna poi si spegna: sarebbe troppo comodo. “ (Totò, Fabrizi e i giovani d’oggi). E quanti si sono “spegnati” in questi quindi anni. E pensare che la soluzione sembra facilissima.

    Gli italiani non volgiono la spazzatura napoletana ma sembra che i tedeschi aspettino solo che arrivi. Sono più solidali di noi?
    Non è una questione di solidarietà (che si fa normalmente spendendoci del proprio) ma di remunerazione (che si fa guadagnandoci).

    Tutto il resto è polemica, folklore. Trash.

    XXanni di Adverteaser

    4 Gennaio 2008

    Buon compleanno.

    il 4 gennaio del 1988 nasceva Adverteaser. Il “parto” non fu semplice poichè il notaio (la nostra “levatrice”) si trovava di fronte per la prima volta ad un progetto d’impresa che si proponeva di utilizzare gli strumenti tecnologici più avanzati per la comunicazione d’impresa.

    Non fu semplice a quei tempi trovare un codice che identificasse correttamente alla Camera di Commercio la nostra attività, ma questo non ci creò particolari problemi. La maggiore difficoltà fu il tentativo di far utilizzare il computer ai grafici (”Vade retro …): il nostro primo disegnatore di livello fu un ragioniere col pallino del computer.

    Per non parlare dei problemi tecnici: far stampare un impaginato da Ventura Publisher su una postazione IBM (PC+ stampante laser) una vera odissea. Poi le fotounità con il laser sdoppiato che scriveva i testi in doppio a metà intensità, quindi grigi. Poi la prima versione di Illustrator “a scala di grigi” tanto che in pochi giorni ci mandarono una versione “T” questa volta a colori.

    Siamo cresciuti in fretta con l’elettromeccanica grazie a Schneider Electric, Anie, Disano, Elettroitalia per approdare in profumeria inventando Aquolina. Poi Nestle Purina con il Breeder Club, Pirelli Broadband Solutions, General Electric, IQNet, fino a chiudere il 2007 con la convention UniEuro, il lancio di Tourbillon per Officine Panerai, Morellato e Sector.

    Vent’anni affascinanti.

    Contro i giovani

    26 Novembre 2007

    Sono stato alla presentazione del nuovo libro di Tito Boeri  e Vincenzo Galasso “Contro i Giovani: come l’Italia sta tradendo le nuove generazioni.” e sono uscito abbastanza perplesso.

    C’erano il senatore Bobba, organizzatore della serata, Francesco Rutelli e Boeri, l’autore. Tutti ottimi interventi che meriterebbero maggiore attenzione dal Parlamento e dal Governo, ma Boeri parlando di giovani ha messo l’accento su legge elettorale e impegno politico. Nel libro gli autori evidenziano  che con il sistema elettorale maggioritario sono stati eletti in parlamento più giovani, che hanno partecipato maggiormente alle sedute, che hanno proposto più disegni di legge, che si sono impegnati di più sul terrirorio che li ha eletti.

    Ma allora perchè tutti stanno parlando di proporzionale?

    Torno in una discoteca, anzi in 9

    18 Novembre 2007

    Wow. Che effetto.

    ore 21. Per la prima volta sono al Karma di Milano. Uno scatenato Roger Mantovani inizia la convention presentando i collegamenti via satellite: l’Hennessy di Torino, Mako a Genova, La Capannina di Bologna, Show Room Padova, Supperclub Roma, Gorgeous a Bari, Disco Glam Messina, FBI Cagliari.
    9 discoteche collegate audio e video via satellite, 3500 persone: è la UniEuro Happi Night, una convention dedicata a tutti i dipendenti e alle novità.

    Che effetto vedere la fila di maxischermi dove contemporaneamente potevo seguire quel che accadeva nelle altre discoteche, ma quello che è stato determinante per la riuscita della convention del Gruppo, è stato l’entusiasmo profuso dai vari responsabili di filiale nell’organizzare e condurre la loro parte di show.

    Un bel modo di lavorare divertendosi. Anche per noi di Adverteaser che l’abbiamo organizzato pur se la tensione è sempre elevata quando vai in scena; ma avevamo uno dei nostri in ogni location, e un team di professionisti per le dirette.

    E’ stata una bella domeica sera: non c’era il calcio, le presenze erano al massimo e potevamo usare tutti i canali satellitari. Anche la scelta delle date normalmente incide sul risultato.

    Consegnata ufficialmente la “casa albergo”

    25 Ottobre 2007

    Ormai è l‘Hotel Lago Losetta Melvin Jones a Sestriere ma per tutti noi che ci abbiamo lavorato in questi anni rimarrà la casa albergo. Infatti in quest’ottca è stata ideata, progettata e costruita. Da oggi è ufficialmente di proprietà del comune di Sestriere.

    La struttura è stata voluta dai soci Lions italiani, dal Comune di Sestriere e dalla Regione Piemonte, per promuovere la pratica sportiva fra persone con disabilità. Per questo l’adiacenza al campo sportivo di Sestriere e alla pista di atletica furono caratteristiche considerate prioritarie.

    E’ stato un percorso complesso inziato nel 2000 in vista delle Paralimpiadi invernali torinesi. Forse è anche per questo che durante i giochi abbiamo potuto solo ospitare per un pomeriggio nella grande hall atleti, amici, sostenitori, autorità per una visita prima del collaudo finale.

    Oggi al Setriere, prima della cerimonia ufficiale abbiamo organizzato un workshop che ha come obiettivo di creare un collegamento fra le società sportive locali,i responsabili delle strutture e gli operatori, con le associazioni (sportive e non ) di disabili affinchè sia possibile creare una rete efficiente. C’è stata “effervescenza” per cui credo che si sia lavorato bene. Il video che presenta la struttura è stato molto apprezzato e sarà diffuso in tutti i Lions Club e presso le associazioni italiane.

    Golf per tutti

    12 Ottobre 2007

    Stiamo organizzando una gara di golf in cui giocheranno insieme iscritti alla Federazione Golf e alla Federazione Golf Disabili.

    Si terrà al Club di Margara il 29 marzo 2008.

    L’obiettivo è quello di raccogliere fondi per oganizzare uno stage di avviamento al golf per disabili che si terrà al Sestriere.

    Eventuali sponsor si accolleranno direttamente le spese di soggiorno per uno o più partecipanti.
    Per saperne di più.

    Meltin Box a Torino

    22 Settembre 2007

    Sono a Torino al Meltin Box, salone delle pari opportunità.

    Le cartoline che abbiamo preparato per il Distretto Lions 108IA1 stanno andando a ruba. In estrema sintesi illustrano:

    • l’attività internazionale del Club, designato dal Financial Times come la prima organizzazione non governativa al mondo
    • il Libro Parlato per i ciechi
    • l’ippoterapia a La Prateria, il gruppo sciatori Ciechi, la casa albergo del Sestriere
    • Leo Club, scambi internazionali, i progetti Lions Quest per il disagio giovanile
    • il progetto Burkina Faso
    • il progetto Aiutale a sognare, dedicato alleviolenza sulle donne
    • il concorso internazionale Un poster per la pace
    • I Lions per i Ciechi: Sight First II, cani guida, raccolta occhiali usati

    Anche il ondaggio sulla condizione femminile sta riscuotendo consensi. Il ministand del Lions Club è affollatissimo.

    Come imparare ad essere creativi tutti i giorni

    6 Settembre 2007

    Ho passato metà della mia vita pensando di fare l’ingegnere (elettronico).

    Quando ho trovato un lavoro (in una multinazionale elettromeccanica), sono però diventato il Direttore della comunicazione.

    Sono sicuro di aver imparato ad essere creativo e sono certo che il metodo che impiego viene in buona parte da un corso di Teoria dei sistemi al Politecnico di Torino.

    Ho convinto molti miei amici ad applicarsi di più sulla creatività ed hanno ottenuto risultati inimmaginabili, soprattutto nel quotidiano.

    Creatività per il problem solving, per la comunicazione, la gestione del rischio, l’organizzazione, la motivazione … e quant’altro possiamo considerare.

    Venite a scoprire quanto potete essere più creativi e quanto possono esserlo i vostri collaboratori, i vostri famigliari, i vostri amici..
    Ci serve molta creatività, tutti i giorni, perché la realtà supera sempre la fantasia: per questo credo di non sbagliare quando sostengo che il miglior modo per essere creativi è vivere.

    Ecco il testo dell’invito alle mie performance sulla creatività: un paio d’ore di punti (di osservazione diversi dal solito), di spunti, di giochi, conditi da spezzoni di film che mi aiutano a evidenziare concetti particolarmente significativi. Visti i risultati avuti fino ad oggi e in seguito a sollecitazioni che mi sono venute da amici e colleghi, riproporrò prossimamente questi mini eventi.

    La vera ragione per cui voglio riprendere questi workshop sulla creatività è perchè ho trovato nuovi materiali per sviluppare il percorso iniziale, che peraltro ho modificato parzialmente ad ogni replica, tanto che, anche chi aveva già assistito al workshop poteva ricavarne nuovi spunti. Le varianti che introdurrò riguardano soprattutto la pratica quotidiana per semplificarsi la vita e soprattutto gli schemi da utilizzare per sviluppare in tutto il proprio team, la capacità di superare brillantemente gli ostacoli e crearsi nuove opportunità.

    Se ti interessa scrivimi e ti terrò informato.

    MAu

    A Wimbledon tennisti in erba

    3 Settembre 2007

    Non ho altre parole.

    Eguisheim e il gewurtztraminer d’Alsazia

    16 Agosto 2007

    Dovevamo solo fermarci a prendere il vino da M. Guss, ma non potendo dormire a Colmar per un concerto rock, ad Eguisheim ci abbiamo passato anche la notte.

    Se sei in Alsazia non puoi perderti questa cittadina che, in estate, merita certamente un pernottamento di martedi per partecipare ad un tour notturno fra i misteri della notte, con una sorta di bardo in costume. Se poi hai già fatto il giro delle cantine è ancora più affascinante.

    Il gewurtztraminer che si produce qui è veramente fantastico e poter apprezzare le caratteristiche di ogni tipo durante una degustazione merita proprio la sosta.

    La moda rende felici

    25 Luglio 2007

    “Dicono che la differenza fra un pessimista e un ottimista stia nel fatto che il primo insieme alla cintura indossa anche le bretelle.”

    E’ Franco La Cecla, docente di antropologia culturale al San Raffaele di Milano che in un divertente volumetto presenta una quantità di punti di vista, abitudini, comportamenti che contribuiscono a comprendere (anche se non condividere) i nuovi stili di vita.

    Mi piace in modo particolare come La Cecla affronta la trasformazione dei luoghi, degli arredi, degli oggetti e degli usi vecchi e nuovi che se ne fanno per potersi collocare e poter apparire. ” I luoghi più creativi sono quelli dove la velocità dello sguardo si può sposare con la frequenza dell’apparire.”

    Infatti quel che sembra essere maggiormente ricercato è il look che diviene l’insieme principale di elementi per identificarsi.

    Far comprendere la differenza fra “look” e “stile” è una delle maggiori difficoltà che affronto nella mia vita professionale quando si tratta di costruire un’immagine d’impresa (intesa come azienda, evento, azione, …). I più si attendono un format grafico fatto di font, di belle foto, di regole grafiche da distribuire a tutti i colaboratori e rimangono normalmente stupiti quando proponiamo di scendere più in profondità per identificare il vero essere del gruppo, i valori condivisi, i modi di fare, i modi di essere e di presentarsi, compreso il look.

    La differenza fondamentale è che lo stile è qualcosa che si mantiene e si rafforza mentre il look è legato ad un tempo ed alla moda del momento. Quindi normalmente si cambia look, poco o tanto in funzione del momento e delle mode, ma si mantiene inalterato lo stile. Che è poi quello che ci rende riconoscibili e ci fa apprezzare o disprezzare.

    Quindi se sei un inguaribile ottimista, puoi indossare cintura e bretelle, senza che chi ti riconosce come tale abbia a crearsi problemi di relazione.

    La moda rende felici (per mezz’ora almeno) di Franco La Cecla è edito da Ponte alle Grazie

    benvenuto

    11 Luglio 2007

    Creatività, Connessione, Coinvolgimento, Cuore sono gli ingredienti diventati il fondamento del mio quotidiano: al lavoro, con la mia famiglia, con gli amici, con gli altri.

    Sono convinto che le mie 4C siano il catalizzatore che permette di ottenere tutti i miei momenti di serenità. Spero quindi che le considerazioni che troverai qui possano essere utili anche a te e che, una volta o l’altra, provi una emozione o un sentimento particolare.

    Grazie fin d’ora per qualunque feedback.

    MAu